Storia. Il sistema di sterzo a ritorno assistito Di.Ra.Vi di Citroën

sterzo a ritorno assistito Di.Ra.Vi di Citroën

Lo “sterzo a ritorno assistito” di Citroën, identificato con la sigla“Di.Ra.Vi” (“Direction à Rappel asserVi”)è una delle soluzioni tecnologiche capace di conciliare comfort e sicurezza.

Ingegnoso e innovativo, il sistema del Di.Ra.Vi. fu progettato daPaul Magèsed equipaggiò modelli iconici comeSM,CXeXM

André Lefebvre, l’ingegnere a capo del segretissimo Centro Studi Citroën, amava ripetere ai suoi collaboratori che per progettare ogni nuovo veicolo era opportuno“partire da un foglio bianco”,ovvero dimenticare quanto fatto in precedenza e reinventare tutto dal nulla!  Secondo Lefebvre, questo approccio doveva essere applicato sempre: nel caso dello studio di nuove sospensioni, di nuovi sedili, di nuovi freni e in generale di ogni parte del progetto.Lefebvre incitava i suoi tecnici a esprimere idee a getto continuo.

sterzo a ritorno assistito Di.Ra.Vi di Citroën Fu proprio seguendo le indicazioni di Lefebvre che Paul Magès, il “padre” dell’idropneumatica Citroën, riprogettò lo sterzo della DS, con l’obiettivo di renderlo più sicuro e comodo da manovrare.

Tra i suoi molti primati, laDS19fu nel1955laprima auto europea ad avere di serie lo sterzo servoassistito, con undispositivo alimentato dallo stesso impianto che comandava sospensioni, freni e cambio. Si trattava di unosterzo a cremagliera, mosso da un volante monorazza, unico al mondo,ma che non risolveva il grande dilemma che all’epoca si poneva per tutti i costruttori, ovvero riuscire a conciliare la leggerezza con la sicurezza.

Un’auto relativamente pesante come la DS, infatti, doveva avere uno sterzo molto demoltiplicato perché fosse nello stesso tempo fluido in manovra ma non eccessivamente leggero alle elevate velocità (e la DS era un’auto veloce!). Alla fine fu scelto un rapporto al volante abbastanza “corto” (in modo che l’auto restasse sempre controllabile) ed una pressione di assistenza media, che non annullava del tutto lo sforzo in manovra ma rendeva più semplice il parcheggio della vettura e nello stesso tempo manteneva la facilità di controllo su strada.

Negli anni, con l’aumento delle prestazioni della DS, che vide raddoppiare la sua potenza, fu necessario ridurre ulteriormente la pressione d’assistenza, con il risultato, sugli ultimi modelli, di avere uno sterzo duro in manovra.

Paul Magès era tormentato da questo problema e scartò diversi progetti prima di giungere all’intuizione che avrebbe cambiato le grandi Citroën degli anni ‘70, ‘80 e ‘90:riprogettare lo sterzo da zero, affrontando in maniera indipendente ciascuna delle funzioni che il dispositivo è chiamato ad assolvere.

sterzo a ritorno assistito Di.Ra.Vi di CitroënIl prodotto finale fu chiamatoDi.Ra.Vi., sigla che sta per “Direction à Rappel asserVi”, ovvero sterzo a ritorno assistito, nel senso chelasciando il volante, anche a veicolo fermo, questo ruota automaticamente sino a riportare le ruote in linea retta.

I primi prototipi furono pronti nel1958e furono provati su unaDS19delCentro Studi Citroën.

Poiché era stato scelto ilrapporto 1:1 per la demoltiplicazione(ovvero meno di un giro di sterzo da “tutto a sinistra” a “tutto a destra”),il volante era stato considerato pressoché inutile e fu così rimpiazzato da una cloche di tipo aeronautico che aveva persino l’impugnatura traforata collegata al sistema di aerazione dell’abitacolo, per rinfrescare (o riscaldare) le mani del pilota!

Non c’era un collegamento meccanico tra piantone e sterzo: la cloche azionava un dispositivo idraulico ad alta pressione che comandava la posizione delle ruote, mentre un regolatore aumentava la forza di centraggio automatico dello sterzo all’aumentare della velocità. Grazie a questa soluzione, lo sterzo era incredibilmente leggero a veicolo fermo e si induriva quando la vettura accelerava, perché aumentava la forza che lo riportava in linea retta. Questo sistema garantiva una maggiore sicurezza perché, alle alte velocità, aiutava il conducente a controllare lo sterzo, riducendo così il rischio di uscire di strada.

Dopo aver provato questo nuovo sterzo, i Responsabili del Centro Studi scesero dalla vettura scuotendo la testa:

Caro Magès, è formidabile, estremamente preciso, ma una persona non abituata a pilotare un aereo, volerà contro un albero alla prima curva!.

Così il progetto del Di.Ra.Vi. fu rivisto, portando lademoltiplicazione sino a due giri. Il Di.Ra.Vi fu poi inserito all’interno delprogetto “S”,avviato all’inizio degli anni ‘60 e che avrebbe portato alla nascita dellaCitroën SMcirca 10 anni più tardi.

Quando nel 1974 arrivò la CX, Citroën decise di “democratizzare” il Di.Ra.Vi. prevedendolo come equipaggiamento di serie su molte versioni del modello ed in opzione su quelle più economiche.

Sulla CX, la demoltiplicazione crebbe ulteriormente a 2,5 giri da battuta a battuta che divennero 3,5 nella successiva XM, l’ammiraglia degli anni ‘90 che lo montava di serie, fino al ‘96, sulle versioni con motorizzazione V6.

L’arrivo dell’elettronica suggerì nuove soluzioni che sostituirono il Di.Ra.Vi. Le successive C5 e C6 furono infatti equipaggiate con il servosterzo variabile a controllo elettronico, più semplice da utilizzare anche per chi non aveva mai guidato una di queste vetture.

Ma se ancora oggi capita l’occasione di salire al posto di guida di una SM, CX o XM dotate di Di.Ra.Vi. l’esperienza di guida è sicuramente unica e indimenticabile!

Fonte: Citroën Italia

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