Porsche 919 Hybrid rafforza la posizione nel WEC

Porsche 919 Hybrid rafforza la posizione nel WEC

19 ott, 2016

Campionato mondiale Endurance (), LMP1, Round 7, Fuji (Giappone), Gara

In Giappone, la rafforza la posizione nel Campionato mondiale costruttori

Fonte: Porsche Italia

 

Stoccarda, Germania. 17 Ottobre 2016. Nell’emozionante sei Ore sul circuito del Fuji International Speedway, Porsche ha ottenuto la terza e quinta posizione con le due 919 Hybrid difendendo in questo modo il proprio vantaggio in entrambe le classifiche, costruttori e piloti, nella settima delle nove gare del Campionato Mondiale Endurance FIA (WEC). Toyota ha ottenuto la vittoria davanti al pubblico di casa. Dopo 244 giri, tutti e tre i costruttori impegnati nella massima categoria LMP1 erano distanziati tra loro nell’arco di 18 secondi.

(DE), (NZ) e (AU) per diverso tempo hanno avuto la possibilità di vincere la gara, piazzandosi infine terzi. I Campioni del mondo in carica erano al secondo posto sulla griglia di partenza. I vincitori di Le Mans di quest’anno e leader del Campionato in corso, (FR), Neel Jani (CH) e (DE), erano partiti dalla sesta posizione. Per buona parte della gara hanno avuto problemi con il bilanciamento della vettura e hanno concluso in quinta posizione. Il loro vantaggio si è ridotto a 23 punti, poiché gli avversari nel Campionato piloti ne hanno guadagnati di più.

Nella classifica costruttori, con 263 punti Porsche ha aumentato il suo vantaggio su Audi (204). Toyota segue con 174 punti e mancano altre due corse di sei ore in calendario.

La corsa alle pendici del Monte Fuji si è svolta in condizioni di asciutto e ad una temperatura di circa 20 gradi Celsius.

La gara della vettura N. 1:

Per molto tempo il pilota che inizia la gara, Mark Webber, rimane in P2 dietro all’Audi numero 8. Al 21° giro si lascia superare dal suo ex collega di Formula Uno, Kamui Kobayashi al volante della Toyota numero 6, più veloce. L’ordine in testa è: Audi numero 8 davanti alla Toyota numero 6 e alla Porsche numero 1. E non cambia per gran parte della gara, che si svolge con cinque soste per rifornimento, cambio pilota e cambio gomme. Dopo 36 giri, Webber passa la guida a Timo Bernhard e dopo 73 giri è la volta di Brendon Hartley. Dopo 110 giri, Webber si mette nuovamente al volante, seguito da Bernhard alla fine del giro 147. Man mano che il cielo si annuvola e la temperatura in pista si abbassa, la Porsche numero 1 si avvicina alla Toyota in seconda posizione. Al giro 156, Bernhard riesce a superare Stéphane Sarrazin nella Toyota, che contrattacca subito. Un giro dopo, Bernhard strappa la P2 e riduce la distanza con l’Audi che conduce la gara. Dopo 183 giri, Hartley prende la guida della vettura numero 1. Dopo essersi fermato, rientra in gara in P3 dietro alla vettura numero 6. Tra il neozelandese e Kobayashi prende vita un acceso duello nel corso del quale i due piloti si scambiano più volte le posizioni. Correndo in seconda posizione, il pilota giapponese si rifornisce di carburante per l’ultima volta senza cambiare le gomme, mentre Hartley effettua il cambio gomme dopo 220 giri e cede la guida a Webber. A causa di difficoltà dovute a problemi di bilanciamento verso la fine della corsa, l’australiano non può più lottare per la vittoria e conclude la gara in terza posizione.

La gara della vettura N. 2:

Alla partenza, Romain Dumas migliora temporaneamente passando dal sesto al quinto posto, ma dopo il primo giro torna in P6. Quando, al 15° giro l’Audi numero 7 incontra dei problemi, il francese recupera la quinta posizione, lamentando il distacco di un’estremità posteriore della vettura. Dopo 36 giri, Neel Jani prende il volante per un doppio turno. Inizialmente sembra poter colmare il distacco ma dopo 73 giri, al successivo cambio gomme, deve affrontare problemi di bilanciamento: i residui degli pneumatici si attaccano all’interno della carrozzeria anteriore, disturbando l’aerodinamica, e alla fermata successiva, dopo 110 giri, la carrozzeria anteriore viene sostituita. Marc Lieb continua a guidare fino alla fine del giro 147, quando tocca di nuovo a Dumas. Dopo 183 giri, Jani prende la guida per il turno finale. Il pilota svizzero fa una sosta per il rifornimento dopo 220 giri. Non è più possibile migliorare la posizione, quindi finisce la gara in quinta posizione.

Riflessioni del dopo gara:

, : “Da Le Mans in poi abbiamo vinto tutte le competizioni del WEC. Oggi siamo sul podio dopo una gara entusiasmante. Alla fine, solo una manciata di secondi ha deciso i primi tre posti. I miei complimenti a Toyota per la loro vittoria in casa e ad Audi per l’ottima prestazione. Siamo riusciti a migliorare la nostra posizione nella classifica costruttori. Ora ci avviamo alle fasi finali della stagione e non vediamo l’ora di correre le ultime due gare.”

, Direttore del Team: “Complimenti a Toyota per una vittoria meritata. Oggi non siamo riusciti ad ottenere una posizione migliore. Grazie alla buona prestazione dei tre piloti e di tutta la squadra, a metà gara la nostra vettura numero 1 è riuscita a raggiungere i due piloti di testa, ma l’ultimo set di gomme non ci ha consentito di lottare per la vittoria. La gara della nostra vettura numero 2 è stata difficile e per diverso tempo non ha potuto correre alla velocità delle vetture di testa. Faremo di tutto per analizzare le cause di questo problema e per assicurarci che ciò non si ripeta nella prossima gara a Shanghai. Comunque, siamo riusciti ad incrementare il nostro vantaggio nel Campionato costruttori a Fuji, la pista che meglio si adatta alle caratteristiche della nostra 919. Nella classifica piloti, l’equipaggio della vettura numero 1 ha ancora un buon vantaggio.”

I piloti della Porsche 919 Hybrid N. 2

Timo Bernhard (35, Germania): “Ho preso il posto di Mark dopo l’inizio del turno ed era tutto a posto. Più tardi ho ingaggiato un duello divertente e corretto con Stéphane Sarrazin sulla Toyota, superandolo due volte. La prima volta è partito al contrattacco, ma la seconda volta sono riuscito veramente a lasciarlo indietro. Dopo avere recuperato il distacco dalla vettura leader Audi, ho dovuto abbandonare la giusta traiettoria per evitare il contatto con una vettura LMP2 e ho raccolto tanta gomma. Nelle gare di durata questa è normale amministrazione, ma qui a Fuji spesso la quantità dei detriti è elevata. Ho dovuto pulire le gomme e il distacco è aumentato nuovamente. Oggi, tutti e tre abbiamo fatto una grande gara. La testa della corsa era piuttosto affollata e Fuji 2016 è stata una grande vetrina per le gare di durata.”

Brendon Hartley (26, Nuova Zelanda): “Sono stato il terzo pilota a salire nella vettura e ho fatto un turno abbastanza scorrevole. Quando sono tornato al volante, ho avuto un bel testa a testa con la Toyota, che alla fine era davanti e all’ultimo pit stop non ha cambiato le gomme. Noi abbiamo cambiato le gomme sperando, ovviamente, di trarre vantaggio dal degrado delle gomme della concorrenza, ma non è andata così e siamo rimasti terzi. Dopo tre vittorie di fila, naturalmente ne avremmo voluta un’altra, ma quella di oggi è stata comunque una gara molto impegnativa.”

Mark Webber (40, Australia): “La partenza e il primo giro di pista sono stati abbastanza tranquilli per tutti. Poi abbiamo iniziato a fare sul serio. All’inizio, Audi e Toyota erano più veloci di noi, ma siamo rimasti in gioco e abbiamo recuperato quando le temperature della pista sono scese leggermente. Al mio secondo turno ho recuperato terreno rispetto alla Toyota e all’Audi, che sembra abbia avuto un problema al pit stop. La gara stava girando un po’ a nostro favore. Per molto tempo le tre auto di testa hanno avuto esattamente le stesse possibilità di vincere la gara. Congratulazioni ad Audi.”

I piloti della Porsche 919 Hybrid N. 1

Romain Dumas (38, Francia): “All’inizio non ho corso rischi ma poi, durante il mio primo turno, ho avuto seri problemi a controllare il retrotreno. Dopo la sostituzione del frontale, il bilanciamento della vettura è migliorato molto e nel mio secondo turno avevo molta più aderenza. Naturalmente non sono soddisfatto del risultato di oggi.”

Neel Jani (32, Svizzera): “Abbiamo perso troppo tempo all’inizio della gara. Ho guidato un doppio turno: la prima metà è andata bene, ma nella seconda metà del turno i pezzi di gomma che si erano staccati dagli pneumatici, si sono attaccati al cofano anteriore disturbando l’aerodinamica. Una volta che è stato sostituito il frontale della vettura, ho potuto correre allo stesso ritmo dell’Audi che conduceva la gara. Se vogliamo vincere il Campionato del mondo, dobbiamo fare progressi.”

Marc Lieb (36, Ludwigsburg): “Oggi è stato davvero difficile per noi. La vettura non era facile da guidare, non abbiamo trovato il giusto bilanciamento e siamo stati troppo lenti.”

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