Incidente per eccesso di prudenza del Google Car

Incidente per eccesso di prudenza del Google Car

6 set, 2015

L’auto senza pilota è troppo ligia al Codice della Strada e ”causa” incidenti per l’imprudenza degli umani.

Fonte: Zeus News

 

4 Settembre 2015. Se l’incontro con il ciclista si è risolto in un divertente “balletto di precedenze”, quello con un pedone ha avuto conseguenze più serie per l’auto senza pilota di Google.

A rivelarlo è il New York Times, il quale riporta la notizia dell’ultimo incidente di cui è stato protagonista il veicolo autonomo di Google.

Eppure, la colpa non è dell’auto. L’incidente si è verificato a un incrocio lo scorso 20 agosto: l’auto si è avvicinata all’incrocio e, rilevando la presenza di un pedone che stava per attraversare la strada, ha segnalato al suo “autista di sicurezza” di azionare i freni.

Questi, intervenendo manualmente, così ha fatto, ma gli autisti delle auto che seguivano la non si aspettavano tale decisione: come capita spesso quando un pedone che sta attraversando è ancora dall’altro lato della strada, erano convinti che l’auto di Google avrebbe accelerato per passare prima dell’uomo a piedi, non che si fermasse per lasciarlo passare. E così l’hanno tamponata.

Non si può quindi dare la colpa dell’incidente all’auto, che ha quindi semplicemente applicato le regole del Codice della Strada con le quali è programmata: sono stati gli autisti dei veicoli al seguito che si aspettavano quella che è ormai un’infrazione comune.

L’avvenimento ha però fatto riflettere i progettisti, i quali hanno compreso che per funzionare al meglio l’auto deve riuscire a muoversi in modo fluido in un mondo in cui gli esseri umani non sempre rispettano le regole: «Il vero problema è che l’auto è troppo sicura» ha dichiarato , direttore del Design Lab all’Università della California a San Diego.

«Deve imparare a essere aggressiva quanto basta, e il “quanto basta” dipende dalla cultura».

Uno degli autisti impiegati da Google per seguire dall’interno dei veicoli i test delle auto senza pilota è sostanzialmente d’accordo:

«Seguirà sempre le regole» commenta Tom Supple, l’autista. «Voglio dire, lo farà fino a spingere gli autisti umani all’interno a dire “Ma perché fa così?”».

Quello avvenuto lo scorso mese è il sedicesimo incidente in cui sono stati coinvolti i veicoli autonomi di Google dal 2009: nella maggior parte dei casi si è trattato di ricevere qualche ammaccatura, e solo in un caso una persona è stata coinvolta.

, portavoce di Google, conferma che uno dei campi di ricerca su cui si stanno concentrando i progettisti è proprio trovare il modo per ottimizzare l’interazione tra esseri umani e veicoli. Spesso gli autisti umani risolvono le questioni di precedenza «guardandosi in faccia e stabilendo al volo chi deve passare» commenta il professor , dell’Università del Winsconsin.

«Ma dov’è la faccia in un veicolo autonomo?».

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