Peugeot da sempre dalla parte dell’ambiente

Peugeot da sempre dalla parte dell’ambiente

29 nov, 2012

Peugeot da sempre dalla parte dell’ambiente

Fonte: Peugeot Automobili Italia

Milano, Italia. 28 novembre 2012. Nel 1998 Peugeot ha iniziato un complesso progetto volontaristico, della durata di quarant’anni, di rimboschimento di 10mila ettari della foresta amazzonica, nel nord-ovest dello Stato del Mato Grosso, degradati dall’opera dell’uomo.

L’iniziativa ha lo scopo di contribuire a combattere i gas ad effetto serra, come il CO2. Infatti, durante la crescita gli alberi, assorbendo il CO2 dall’atmosfera e immagazzinando il carbonio nella biomassa e nel suolo, fungono da veri e propri serbatoi o, meglio, pozzi di carbonio.

L’impegno di Peugeot e di alcuni partner governativi, francesi e brasiliani – che, ad oggi, ha portato alla messa a dimora di due milioni di alberi di una cinquantina di specie autoctone – si amplia con un vasto programma denominato , (Plate-forme Expérimentale pour la gestion des Territoires Ruraux de l’Amazonie Légale, ossia Piattaforma sperimentale per la gestione dei territori rurali dell’Amazzonia Legale, quelli dei sette stati del cosiddetto Bacino Amazzonico).

PETRA si propone: di promuovere la gestione sostenibile delle risorse naturali nella zona grazie al miglioramento dei sistemi produttivi locali; il miglioramento della conservazione della biodiversità, grazie alla realizzazione di programmi di ricerca e infrastrutture a livello universitario; il miglioramento delle condizioni socio-economiche delle comunità locali.

Inoltre, PETRA – «strumento molto valido per rafforzare il successo del Peugeot, a favore dell’ambiente della regione e delle relazioni franco-brasiliani in campo ambientale», come precisa , responsabile delle relazioni esterne internazionali del Marchio – consentirà di ampliare il programma di aiuti a favore dei giovani laurendi franco-brasiliane in settori di pertinenza del progetto, come la botanica e le scienze socioeconomiche applicate.

La direzione di PETRA sarà affidata all’istituto brasiliano CPC (). Sulla base dell’esperienza maturata con i pozzi di carbonio Peugeot, avrà un comitato direttivo costituito dai partner del progetto e da un Consiglio scientifico-tecnico misto, franco-brasiliano.

Il “pozzo di carbonio” Peugeot in breve

- Un contributo consistente al lungo termine:
- 10 milioni di euro: finanziamento iniziale a favore del progetto, interamente a carico di Peugeot;
- 400mila euro: budget annuale supplementare a carico di Peugeot e ONF (a partire dal 2005), con una parte significativa destinata alla ricerca;
- 40 anni: la durata del progetto (dal 1998 al 2038).
- La Fazenda Sao Nicolau in cifre
- 1999: la data d’acquisto della proprietà;
- 10.000 ettari: la superficie della proprietà (equivalente all’estensione di Parigi intra-muros);
- 7.200 ettari: l’area di foresta naturale, tra cui 800 ettari di Riserva naturale privata di Patrimonio naturale;
- 1.000 ettari di foresta pluviale.
- Un vasto rimboschimento con un’ampia varietà di specie
- 1.800 ettari la superficie interessata al rimboschimento (il doppio del Bois de Vincennes nella regione Parigi);
- 2 milioni di alberi piantati;
- Biodiversità: 50 specie diverse di piante, di cui 49 autoctone ed una esotica (il teak, Tectona grandis). Tra le autoctone le più promettenti sono la Figueira Branca (Ficus sp.), l’Aroeira (Astrium sp.) e la Paneira (Chorisia speciosa).
- Per quanto riguarda il carbonio:
- 13 tonnellate di C02/ettaro/anno dal 1999, con 110.000 tonnellate di C02 certificate (protocollo VCS);
- una fonte di finanziamento interamente reinvestito nel progetto.

A riguardo della biodiversità:

- Monitoraggio della biodiversità
- 500 specie di fauna recensiti dal 2001, di cui una ventina a rischio d’estinzione, come il giaguaro;
- 10 specie d’insetti la cui “popolazione” è stata stimata e monitorata a partire dal 2001.

Integrazione locale:

- 5000 scolari delle scuole elementari ospitati nel quadro dell’educazione ambientale;
- oltre 150 studenti in rappresentanza di una dozzina di istituti diversi ospitati per tesi universitarie;
- una sessantina di ricerche o studi tecnici effettuati all’interno della Fazenda;
- Sostegno agli attori della regione (agroforestale tra i piccoli agricoltori e gestione sostenibile della foresta).

 

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TAGS: Marc Bocqué petra pozzo di carbonio Research Center Pantanal

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