Sarà l’America del Sud la certezza del calendario del Campionato di Formula E 2020/2021?

Sarà l’America del Sud la certezza del Campionato di Formula E 2020/2021?

La pandemia di Covid 19 sta cambiando velocemente tutti gli scenari del motorsport, incluso quello della Formula E che continua a lavorare sul calendario in diverse direzioni.

Manolo Ortiz Tallo, Chief of Events Formula E, in un’intervista concessa al programma radiofonico Cars a la Carta di Radio La Red 91.3 di Mar del Plata, Argentina, ha detto alcune cose molto interessanti delle quali le rispettive organizzazioni stanno parlando attualmente.

Di fatto il nostro rapporto con l’Argentina è molto stretto, in modo particolare con Carlos Garcia Remohì come Vicepresidente della FIA ed Edurado Ramirez che è stato il nostro socio e collaboratore nelle gare che abbiamo organizzato. E’ talmente buono il rapporto che ad esempio il nuovo prodotto che ha creato Alejandro Agag che è Extreme E avrà quest’anno una gara a Terra del Fuoco.

Abbiamo anche un ottimo rapporto con Fernando Caceres dell’Uruguay perché noi sappiamo che Punta del Este è una gara che possiamo organizzare a un costo contenuto. Di conseguenza è buono avere questi rapporti con molti paesi perché ad esempio se la situazione della pandemia in Europa diventa più pesante e in Sudamerica va tutto meglio, perché non andare a correre in Uruguay e Argentina?. Al momento abbiamo una parte del calendario già confezionato, ma per forza di cose deve essere molto aperto perché nessuno sa quello che potrebbe succedere con questa situazione – ha concluso Manolo Ortiz Tallo.

Altra novità interessante è quella della presenza della Formula E in circuito, di cui tanto si parla dall’inizio della serie di monoposto elettrici, e al riguardo Manolo Ortiz Tallo ha detto a Cars a la Carta di Radio La Red 91.3 di Mar del Plata, Argentina:

Mentre Jean Todt sia Presidente della FIA non andremo a correre nei circuiti perché lui vuole che le corse vengano organizzate nei centro città per promuovere la mobilità elettrica e per far diventare la Formula E come il culmine delle competizioni di auto elettriche. Ovviamente noi siamo favorevoli a fare le gare in circuito perché come potete immaginare, costa di meno e se così fosse stato dall’inizio probabilmente Formula E avrebbe guadagnato già dalla seconda stagione. Correre in circuito è molto meno costoso perché è già tutto fatto e ti devi preoccupare soltanto di portare il materiale, il personale e i premi ai piloti ma è molto più facile che costruire un circuito nel centro di Parigi ad esempio… Organizzare la gara a Parigi ci costa molti milioni, ma se si andasse a corre in qualche circuito francese, ad esempio, magari il costo totale sarebbe di circa un 25% rispetto quello che spendiamo per organizzare Parigi.

Infine per quanto riguarda la politica di riduzione dei costi, il Chief of Events di Formula E ha concluso:

Noi abbiamo una politica di riduzione dei costi, ma siamo cresciuti moltissimo. Tenete presente che abbiamo iniziato con trasportare tutto in un aereo cargo, un Boeing 747 e ora abbiamo bisogno di tre aerei per portare il materiale a ogni gara. Con le nuove norme che abbiamo imposto, stiamo cercando di fare il trasporto in soli due aerei per ridurre i costi e l’impatto ambientale e questo si può fare con dei sacrifici da parte di tutti. Ad esempio le squadre dovranno ridurre la quantità di tonnellate di materiali che trasportano per ogni gara. Nella nostra azienda non vogliamo essere soltanto gli organizzatori di una competizione di automobilismo, ma abbiamo la vocazione di essere un’azienda leader in sostenibilità e insegnare agli altri a seguire la stessa strada, in modo particolare perché siamo stati i primi ad avere la certificazione “Carbon Zero” dal momento della creazione della Formula E.

Fonte: CARS a la Carta – Radio La Red 91.3 – Mar del Plata – Argentina

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