L’Italia sta conoscendo un periodo di alta crescita delle importazioni di auto dalla Repubblica Popolare Cinese.
Nel primo bimestre del 2026 il nostro Paese ha visto una crescita dele importazioni di auto di ben 114 % ed addirittura del 564,1 % per i veicoli plug-in, anno su anno, un vero record a livello mondiale.
Ed ora l’Italia si trova al secondo posto in Europa per importazioni dalla Cina, solo dopo la Gran Bretagna, con un totale di ben 48327 auto importate, più di paesi tradizionalmente forti importatori come Belgio e soprattutto Spagna.
Questi dati potrebbero segnare una svolta interessante per il futuro industriale dell’automotive in Italia, perché ovviamente le case cinesi vogliono produrre in Europa in quei paesi che ben accettano i loro prodotti.
A tutt’oggi ci sono altri paesi che hanno beneficiato di grandi investimenti di aziende automotive cinesi come in particolare Ungheria ed appunto Spagna, tuttavia per futuri investimenti le cose potrebbero cambiare.
Quello che servirebbe per convincere le grandi aziende automotive cinesi, sarebbero incentivi alla produzione e costi industriali inferiori, soprattutto nel settore della energia elettrica, penalizzata in Italia dalla scelta di puntare ancora su idrocarburi invece che su rinnovabili, scelta che ha come risultato che il costo al MWh è oggi più del triplo di quello spagnolo che invece ha sposato il fotovoltaico.
In definitiva con un mercato italiano che ora sembra premiare i veicoli low cost cinesi sarebbe davvero il momento per il governo di pensare ad un approccio integrato al problema creando un pacchetto di risorse chiare e di lungo periodo che possano convincere le case automobilistiche cinesi ad investire, creando migliaia di posti di lavori e rilanciando il settore automotive da decenni in crisi di decrescita ed abbandono nel nostro paese.
Una proposta dal Ministero del Made in Italy sarebbe benvenuta.
Marco Loglio
Vice Presidente Lojo EV, esportatore ufficiale per l’Europa di SGMW.
Shenzhen 10/04/2026



Grazie D’Urso