L’export di auto cinesi cresce ancora con 6,8 milioni di auto previste nel 2026

L’export di auto cinesi cresce ancora con 6,8 milioni di auto previste nel 2026

Leggo spesso su stampa specializzata e non che la Cina avrebbe una politica mirata ad esportare le proprie auto, in particolare a combustione interna,

Il motivo secondo questa stampa, è quello di far fronte ad una sovrapproduzione sul mercato interno che non si riesce a smaltire.

Come manufacturer ed operatore nel mercato cinese di auto destinate anche alla esportazione posso affermare senza paure di smentite che si tratta di illazioni senza alcun fondamento.

Innanzitutto la Cina non è un solo blocco, ma un insieme di 39 provincie e decine di grandi municipalità con oltre un centinaio di aziende automotive in concorrenza tra di loro.

Ognuna di queste aziende ha una sua propria filosofia di vendita e strategia di mercato.

Ma una cosa unisce tutte le aziende automotive cinesi, il fatto incontrovertibile che la vendita di qualsiasi prodotto, soprattutto all’estero deve essere pagata in anticipo dal compratore, chiunque esso sia.

Questa filosofia commerciale cinese esiste da millenni ed è sempre stata la base di qualsiasi transazione di qualunque tipo di prodotto si tratti.

Se oggi le auto cinesi stanno avendo un grande successo nel mondo si tratta semplicemente del fatto che ora le auto Cinesi hanno una ottima qualità a prezzi concorrenziali, dovuti principalmente alle innovazioni di questi ultimi anni dei sistemi produttivi, oggi totalmente automatizzati.

I paesi in cui le auto cinesi hanno più successo sono Messico, UAE, Russia, Brasile e molti altri paesi emergenti in cui il fattore costo è molto sentito e fortemente valutato.

Non per nulla i maggiori esportatori di auto cinesi non sono le aziende tecnologiche come NIO, Xpeng, Li Auto o Zeekr, ma generalisti di medio livello come Chery, Geely e Great Wall Motor.

Anche per quanto riguarda l’Italia e l’Europa non si può affatto parlare di una inondazione di esportazioni per favorire una ipotetica sovrapproduzione interna.

Al contrario, e specialmente in Italia, i veicoli importati sono per lo più auto non più in produzione in Cina e fatti esclusivamente su richiesta dei nostri importatori.

Questi prodotti, lungi dall’essere in stocks abbandonati su piazzali e spinti a forza su vascelli con destinazione Europa, sono fatti esclusivamente ed in numero esatto per completare ordini pagati dai nostri vari distributori nazionali.

In definitiva non una sola auto in più di quelle ordinate e pagate viene prodotta in Cina per qualsiasi ragione.

Per tutti gli automaker cinesi si tratta di una condizione esiziale per poter sopravvivere in un ambiente altamente competitivo. Non sono il numero di auto vendute a mettere al sicuro i profitti che permettono la sopravvivenza, ma come vengono gestiti acquisti e vendite, mantenendo sotto stretto controllo i costi della produzione ed i ricavi.

Nulla di strano quindi perché queste sono le leggi obbligate della economia a cui anche le aziende automotive cinesi devono rispondere.

#Marco Loglio #theEMNteam

Shenzhen, Cina. 4 dicembre 2025

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