Le start ups in Cina

Le start ups in Cina

Molti mi domandano come sono diventato Vice Presidente della terza azienda al mondo di veicoli elettrici e del quarto produttore mondiale di batterie al litio.

Due aziende nate e sviluppatesi in Cina.

Tutto ha inizio con una idea, esattamente come tante piccole start ups che sorgono ogni giorno anche qui in Italia. Allora dove sta la differenza tra I’Europa e la Cina? Perché le mie idee hanno attecchito in quel lontano paese e non in Italia?

Le start ups in CinaServirebbe un libro, ma per condensare al massimo la storia si tratta principalmente di come una start up può trovare risorse per svilupparsi.

Quando andai a bussare alle porte delle banche ed istituti finanziari Italiani dopo la esperienza delle Torpedo Marbella, chi mi accolse vide in me un semplice piccolo imprenditore, senza un forte background finanziario che potesse garantire una solvenza immediata in caso di fallimento della mia iniziativa in campo automotive.

In Cina non guardarono a me come persona solvibile, ma alla mia idea ed al prodotto che io proponevo, alla sua innovazione tecnica. Mi fu chiesto di fare un campione e di farlo testare a tecnici per una prova su strada.

In poche parole valeva più l’invenzione che la solvenza del soggetto. Nel mio campo, quello dell’automotive ed ancora di più in quello delle batterie avanzate questo era un discrimine importantissimo dati gli enormi investimenti finanziari richiesti per avere successo in questi settori di alta tecnologia.

Le start ups in CinaMi fu data la possibilità di sviluppare i miei progetti, con finanziamenti che crearono i presupposti per un successo commerciale, ma dovetti rinunciare ad essere un Elon Musk. Mi fu proposta una posizione nella azienda di tutto rilievo ed uno stipendio dignitoso. Tuttavia gli investimenti che provenirono da vari fondi di investimenti sia privati che pubblici, mantennero le posizioni direttive nello loro mani.

Da parte mia preferii accettare che le mie idee fossero sviluppate industrialmente da altri, che dover rinunciare completamente ai miei progetti.

Oggi siedo in consigli di amministrazione ed in Istituti Universitari in un ambiente molto stimolante intellettualmente, anche se non sono rientrato nella lista Forbes dei 500 Uomini più ricchi al mondo.

A chi mi chiede cosa significa iniziare una start up in Cina, magari a Shenzhen, la città che ha adottato le mie tecnologie e le ha sviluppate, rispondo semplicemente:

Date una occhiata al piano quinquennale proposto dal PCC. Se i vostri prodotti sono in linea con gli sviluppi industriali previsti da quel piano, avete ottime possibilità di trovare copiosi finanziamenti. Robotica, uso dell’idrogeno e fissione nucleare, sono campi in cui la Cina si vuole impegnare nel prossimo quinquennio.

Le start ups in CinaAlla fine si tratta di qualcosa di simile al piano PNRR, tuttavia, per la mia esperienza, in Italia i veri finanziamenti vanno sempre ai soliti noti che molto spesso poi non danno seguito a veri sviluppi industriali, mentre poche briciole sono lasciate alle start ups che sarebbero invece assai volenterose nel partire con una loro produzione.

In Cina invece una commissione di veri esperti prenderà in visione il vostro progetto, e se è valido e in particolare ricade nelle linee direttive tracciate dal governo, troverete quello che vi serve per andare avanti.

Sempre tenendo presente che poi, anche in Cina, chi mette i soldi si manterrà in una posizione dominante nel controllo della costituenda società.

#MarcoLoglio – #TheEMNteam

Shenzhen, Cina. 31/12/2025

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