L'auto elettrica Slaby-Beringer del 1919

Innovativa e rivoluzionaria ai suoi tempi

L’auto elettrica Slaby-Beringer, che apparve nel 1919, era al tempo stesso innovativa e rivoluzionaria.

Il Dr. Rudolf Slaby costruì una piccola auto a propulsione elettrica per il suo uso personale nel 1919. Il progetto suscitò un interesse tale che decise, insieme a Hermann Beringer, di costituire una società e iniziare la produzione in seriei della vettura.

Un ordine iniziale di 100 auto è stata ricevuta dal proprietario di un’azienda con sede a Berlino, Jörgen Skafte Rasmussen e dall’industriale Zschopau che era il fondatore della compagnia DKW.

Difficoltà con le imprese fornitrici di componenti e segnali che l’inflazione stava per svalutare la moneta, hanno fatto andare in ansia Rasmussen pensando che il pagamento del deposito potreva diventare inutile.

Di conseguenza decise di prendere in società un terzo costruttore interessato alla vettura, la SB-Automobilgesellschaft mbH

257 auto elettriche monoposto sono state costruite nel primo anno di attività, dal 1 Novembre 1919 al 31 ottobre 1920. Di questi, Rasmussen ha preso 64, i 36 rimanenti dall’ordine iniziale di 100 auto sono state riacquistate da SB-Automobilgesellschaft. 80 delle vetture erano equipaggiate con motori Levy, ma dopo l’SB-Automobilgesellschaft iniziò a produrre i propri motori elettrici.

L’auto elettrica è stata inizialmente dotata di 12 batterie da 24-Volt.

Dal 1921 in poi, un ordine dal Giappone ha reso necessario offrire la macchina con una batteria di maggiore capacità. Il numero di celle è stato aumentato a 18.

Oltre ai 200 auto destinati al Giappone, che sono stati pagati in valuta “forte” da una banca di Londra, la società ha venduto ulteriori 137 auto a trazione elettrica, monoposto e 77 sidecar con capacità della batteria maggiore destinate al mercato interno.

Gli ordini provenienti dal Giappone erano tanto quanto il produttore era in grado di gestire. A metà del 1923, tuttavia, l’inflazione raggiunse un tale livello nel Reich tedesco che i pagamenti dei conti deposito con l’estero sono stati bloccate. Nel mese di luglio 1923 la società non aveva altra scelta che interrompere temporaneamente la produzione delle versioni mono e biposto della vettura elettrica, nonostante l’ampio stock in mano ed un buon portafoglio ordini.

Quando le attività sono riprese, nell’autunno del 1923, l’auto elettrica è stata equipaggiata con un motore SB delle moto DKW.

 

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