Il motore a movimento centrale di Askoll

Il motore a movimento centrale di Askoll

14 nov, 2017

Oltre alla nuova gamma elettrica di scooter e bici, Askoll ha portato all’Eicma di Milano anche il prototipo del nuovo motore a movimento centrale sviluppato in casa e progettato per equipaggiare sia biciclette di produzione propria sia per la fornitura OEM. Ne abbiamo parlato con Gianfranco Nanni, corporate marketing manager di Askoll.

di Matteo Sala dall’EICMA

Electric Motor News

 

Milano, 8 novembre 2017. Il Gruppo vicentino, già leader leader nella produzione di motori elettrici ad alta efficienza energetica per elettrodomestici, acquari e laghetti, è entrato nel 2015 nel mercato della mobilità sostenibile divenendo il primo produttore e distributore italiano di una gamma di veicoli elettrici Made in Italy adatti a tutti.

Questo motore centrale porta con sé la nostra esperienza di produttori di motori elettrici da oltre 40 anni”, esordisce non a caso Nanni. Elemento di continuità, ad esempio, l’adozione di trasmissione completamente in materiale metallico: “Preferiamo avere su tutte le bici una trasmissione di questo tipo e non con materiale plastico perché è sinonimo di durata nel tempo. Il materiale plastico ha il vantaggio di essere molto più silenzioso, però chi si compra una bici equipaggiata da un motore di questa natura – il nostro così come quello della miglior concorrenza – non spende pochissimo, quindi gradirebbe un prodotto con garanzia di durata. Su questo abbiamo fatto un grande lavoro di riduzione dell’impatto sonoro per essere competitivi sul mercato”.

Tratto distintivo, il servomeccanismo che sovrintende l’azionamento del cambio.

L’utente può decidere di avere una cambiata solo automatica, pensiamo soprattutto a un’utenza city-trekking, oppure, se lo preferisce per motivi di prestazione o gusto, può avere un cambio ad azionamento manuale, ma la cambiata resta comunque gestita interamente in elettronico dal servomeccanismo che dialoga con il motore. Stiamo preparando due tipologie di questo motore, quello col servomeccanismo e quello senza. Questo perché una Casa costruttrice, in funzione della bici che sta preparando e della clientela alla quale va a rivolgersi, può gradire l’una o l’altra versione”.

Anche le prestazioni sono da top di gamma: l’unità è già pronta per la fast pedelec (fino ai 45 km/h), anche se per la commercializzazione in Italia verrà limitata a 25 km/h.

In quel caso abbiamo comunque un’ampia coppia (90 Nm), quindi per applicazioni come MTB dà ampia soddisfazione. Sulle applicazioni sportive, le dimensioni compatte e la leggerezza (meno di 3,3 kg) aiutano molto. Abbiamo ottenuto un ottimo compromesso anche in rapporto a marchi molto più famosi del nostro. Stiamo completando lo sviluppo affinché sia in grado di avere uno scambio di informazioni completo e ottimale con batterie di ultima generazione, che abbiano un controllo elettronico evoluto”.

Quando arriverà sul mercato?

È un progetto abbastanza impegnativo – ha brevetti che abbiamo già depositato ma che prevedono un certo iter – e al momento siamo nella fase di completamento di tutti i test di funzionamento sul campo prima di consegnarlo al mercato. Ci piacerebbe anche avere un partner che possa portare il suo know-how di produttore di bici, perché spesso quando parliamo di questi motori è la sensazione di guida che danno più che le prestazioni a fare la differenza. E l’esperienza telaistica e software di qualche produttore sarebbe importante”.

Askoll ha comunque portato a Eicma una prima applicazione del suo nuovo drivetrain, installandolo sulla concept eBsport.

 

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