Dalla Turchia, salvataggio alla Th!nk

Dalla Turchia, salvataggio alla Th!nk

13 lug, 2011

di Nikki Gordon-Bloomfield

Fonte: All Cars Electric

12 luglio 2011. Se avete seguito le sorti della società norvegese di auto elettriche Th!nk, saprete che ha recentemente presentato istanza di fallimento, la quarta volta nei suoi vent’anni di storia.

Ma se pensate che l’azienda sarebbe scomparsa senza lasciare traccia, allora restereti delusi con questa notizia perchè una nota azienda turca è in trattative per salvare la Th!nk di finire come un capitolo chiuso nei libri di storia.
L’entrata in scena di

Il gruppo di investimento con accesso a impianti di produzione ha detto che il piano per il salvataggio e l’acquisizione di Th!nk è stato completato ed è pronta a completare i negoziati non appena verrà verranno firmati i rispettivi documenti dal tribunale e dallo studio fiduciario Thommessen.

La Turchia ha un’industria dell’auto?

Mentre la Turchia non è in cima alla lista della maggior parte della gente quando si tratta di Paesi con riconoscibili marchi automobilistici, produce attualmente un gran numero di vetture su licenza da aziende come Fiat, Renault, Ford e Toyota.

In realtà, la Turchia ha prodotto più di un milione di automobili e camion l’anno scorso, esportando oltre 754.000 di loro in tutto il mondo.

Tagliare i costi

Con una fabbrica in Norvegia e una in , nell’Indiana, le spese generali precedenti a queste aperture di fabbriche erano abbastanza contenute, quasi tutto in stipendi. Ma con l’apertura delle fabbriche la situazione è cambiata.
Il costo dello spazio in fabbrica si è riflesso nel prezzo della Th!nk City che era offerta in listino a 36.000 dollari.

Quando il nostro John Voelcker ha visitato la fabbrica di Elkhart all’inizio di quest’anno, le linee di produzione delle auto raccontarono una storia triste: la non si vendeva.

Ma con i prezzi più convenienti del lavoro, costi ridotti dell’impresa e una posizione geografica con ottimi collegamenti verso l’Asia e l’Europa, BD Otomotive ha la speranza che cambiando la base di operazioni si possa ridurre significativamente il costo e rendere la Think City accessibile e desiderabile.

Th!nk, Fisker, BYD?

Guardando le altre due diverse vetture elettriche costruite in fabbrica, BD Otomotive avrebbe la pretesa di distribuire a fianco della sua gamma di veicoli commerciali, una gamma convertita all’elettrico, ma il progetto sembra ‘surreale.
Non solo l’azienda è un distributore della Fisker Karma, l’ibrida plug-in di lusso elusiva ed esclusiva, ma BD Otomotive commercializza anche le elettriche e ibride plug-in della BYD.

Ma né Fisker né BYD sono note per il numero particolarmente elevato di auto commercializzate, per non parlare di venderle tramite terze parti, il che ci fa chiedere quante auto di questi marchi ha venduto finora BD Otomotive BD.
Sopravviverà Th!nk alla sua quarta bancarotta tra le braccia di un salvatore turco?

 

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TAGS: BD Otomotive elkhart think city

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