Auto ad aria compressa prodotta in Sardegna

Auto ad aria compressa prodotta in Sardegna

28 set, 2013

Fonte: Tiscali Motori

Quartu Sant’Elena (CA). Italia. 25 settembre 2013. è socio di MDI-Italia, filiale della MDI Lussemburghese, la società che ha ideato questo nuovo concetto di automobile e di fabbrica.

L’idea, infatti, non è solo quella di produrre veicoli di nuova concezione ad emissioni bassissime, se non addirittura nulle, ma anche di rivoluzionarne la fase di produzione.

Quella della Air Mobility sarà la prima fabbrica realizzata dalla MDI e farà da progetto pilota sia per l’Italia che per l’Europa e produrrà le prime macchine ad aria compressa di serie.

Il principio è quello del concessionario/produttore/partner riuniti in un’unica entità, che supera l’idea della grande fabbrica centralizzata, per lasciare il posto ad una produzione in piccolo, ma diffusa, attraverso la realizzazione di stabilimenti “chiavi in mano” praticamente regionali, quasi come fosse un franchising.

Questo è possibile grazie ai particolari sistemi di produzione, a materiali e alle tecnologie innovative inventate e al design delle macchine, che semplificano notevolmente l’assemblaggio.

Cercando di reperire quante più materie prime possibile in sede locale (riducendo così i costi di trasporto e di inquinamento), si ottiene un notevole risparmio nel processo produttivo, arrivando a convertire gran parte della produzione da meccanizzata (tipicamente robotizzata) ad artigianale, assumendo il 30% di mano d’opera in più rispetto ad una fabbrica convenzionale e garantendo la qualità di un prodotto “fatto a mano”.

In questo modo si avvicina il cliente al produttore, e quindi all’assistenza, ma soprattutto si favorisce la distribuzione della ricchezza in ambito locale. Nuova è l’idea di poter comprare una macchina direttamente in fabbrica, a pochi km da casa, interagendo direttamente con chi la monta e la realizza. Anche i sistemi di distribuzione dei ricambi e dell’assistenza hanno così modo di avere un contatto diretto e brevissimo con il produttore.

AirMobility, durante la manifestazione, ha messo a disposizione del pubblico una vettura prototipo, vicinissima alla produzione di serie. Si tratta della AirPod Standard, una city-car a tre posti dal design decisamente avveniristico (e coraggioso), dotata di motore ad aria compressa.

La MDI è in possesso del brevetto dall’ingegnere francese , inventore del motore ad aria compressa. La validità di questo sistema è provata dall’interesse dimostrato dal produttore indiano (3 milioni di veicoli realizzati all’anno) che ha acquistato i diritti di questa tecnologia per l’India e sta avviando la produzione dei primi veicoli di serie dotati di questa propulsione.

Un pieno d’aria garantisce una velocità di punta di 80km/h e circa 120km di autonomia nel ciclo urbano. Una speciale versione, chiamata “dual-energy”, può sfruttare un carburante come la benzina per ricaricare i serbatoio e aumentare l’autonomia. In questo caso viene però il carburante viene bruciato per ottenere calore invece che fatto detonare come nei motori a scoppio. In questo caso i consumi si aggirano intorno ai 2 litri per 100km e le emissioni di CO2 sono comunque inferiori di 3 volte rispetto ad un motore tradizionale e si riducono gli idrocarburi incombusti di 3/4000 volte.

Il principio è quello di sfruttare una pressione dell’aria (sufficientemente alta) per muovere un pistone, esattamente come fa lo scoppio del carburante all’interno di un motore tradizionale. L’uso di aria semplicemente compressa, annulla completamente le emissioni inquinanti, ma può suggerire diversi problemi pratici.

Lo stoccaggio dell’aria, grazie al carbonio può essere effettuato in tutta sicurezza perché questo materiale, in caso di rottura, non tende a lacerarsi come l’acciaio, ma si sfibra consentendo all’aria di sfiatare progressivamente invece di “esplodere”. Le macchine della MDI sono dotate di serbatoi che lavorano a pressioni di 240 bar, con test di rottura a 700bar e il loro contenuto è molto meno pericoloso di quelli delle auto a benzina, metano o GPL perché l’aria non è infiammabile.

Un altro problema è quello della temperature: l’espansione dell’aria, a così alte pressioni, provoca un brusco calo della temperature, rischiando di ghiacciare i componenti meccanici del motore. Questo problema è risolto dal particolare dispositivo brevettato da Négre che costituisce, infatti, il cuore di tutto il sistema.

L’energia necessaria al movimento, come detto, è data dall’alta pressione dell’aria racchiusa nel serbatoio che, è evidente, deve essere caricato in qualche modo. Il sistema più semplice è quello di usare un compressore collegato ad una sorgente elettrica. La Airpod fa a meno del compressore, perché l’alternatore stesso del motore. Se collegato ad una presa di corrente, infatti, fa lavorare il motore in maniera inversa, ricaricando del serbatoio. In questo modo una ricarica completa impiega circa 3 o 4 ore, meno di molte macchine elettriche, per una spesa che varia da 0.50 a 1.5 euro per 100km. Anche in questo caso è possibile sfruttare energie rinnovabili per la ricarica, come fonti solari o eoliche.

AriMobility ha comunque in progetto l’ installazione di grandi compressori specifici in luoghi pubblici (ad esempio stazioni di servizio e parcheggi), in modo da ridurre i tempi di rifornimento a 2 minuti, meno di un “pieno” di benzina di una qualsiasi berlina a carburante.

La gamma comprenderà diverse tipologie di vetture, comprese quelle immatricolate come quadricicli leggeri guidabili senza patente e i “cargo”, per il trasporto di merci, anche con vano refrigerato.

I prezzi dovrebbero partire dai 7000 euro e le vetture godranno di tutti i vantaggi attualmente riservati alle macchine elettriche in termini di accesso a zone Verdi e ZTL, oltre a poter usufruire delle stesse colonnine per la ricarica.

La fabbrica sta già prendendo forma e avrà come base alcuni stabilimenti pre-esistenti che verranno completamente riconvertiti e seguendo così la filosofia del “riciclo”. Un impianto fotovoltaico della potenza di 1MegaWatt garantirà tutta l’energia necessaria e lo stabilimento darà lavoro, almeno inizialmente, a circa 30 persone. La capacità produttiva sarà di 1000 vetture all’anno con la speranza che il successo dei prodotti possa permettere l’assunzione di altre persone per aumentare la produzione fino a 2000 macchine all’anno. Ad oggi, tutti gli oneri dell’impresa, sono ad esclusivo carico dei soci.

I primi esemplari prodotti dalla fabbrica sarda dovrebbero vedere la luce entro l’estate dell’anno prossimo. I redattori di Tiscali Motori saranno prontissimi all’uscita della catena di montaggio per immortalare la Air-Pod numero 1!

 

 

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Un commento

  1. ziomaul /

    Ancora con questa bufala?

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