Aston Martin elettriche e ibride nel 2018 e 2019

Aston Martin elettriche e ibride nel 2018 e 2019

19 ago, 2015

Confermata la Rapide elettrica da 800 CV, nel 2019 la DBX ibrida plug-in

L’: la versione elettrica avrà 800 CV

La crossover DBX: la gran turismo è stata presentata al Salone di Ginevra come concept

Fonte: Quattroruote

 

Milano, Italia. 18 Agosto 2015. Non sappiamo se sarà l’Aston Martin del futuro James Bond, ma una cosa è certa: con i suoi 800 CV elettrici, la Rapide che la Casa inglese lancerà entro due anni farà sicuramente gola alla spia di Sua Maestà. Non solo: presto, l’agente del MI6 avrà l’imbarazzo della scelta, visto che nel 2019 arriverà anche la crossover DBX, al debutto in versione ibrida plug-in.

Dopo mesi di indiscrezioni, la conferma dell’elettrica di arriva direttamente dal Ceo , intercettato a da Automotive News.

“Se vuoi continuare a costruire V12, allora devi fare qualcosa anche sul lato opposto”, ha spiegato Palmer, confermando che la Rapide sarà lanciata entro due anni.

In sostanza, più che per reale convinzione, la Casa adotterà la propulsione elettrica per bilanciare le emissioni complessive della gamma dei suoi otto e dodici cilindri.

 

Autonomia da 320 km

Aston Martin Rapide S (2013)

Per ora, si sa solo che il powertrain 100% elettrico della coupé a quattro porte vanterà 800 CV, mentre l’autonomia sarà di circa 200 miglia (320 km): non abbastanza per competere con le Tesla (la Model 3, prevista nel 2017, sarà simile, mentre la Model S è già oltre) né, almeno a quanto è dato sapere, con la nuova Suv Audi, prevista nel 2018 ma già studiata per offrire un range di circa 500 km. A proposito, Palmer ha aggiunto che la Rapide utilizzerà batterie prodotte da LG o Samsung, gli stessi fornitori di Ingolstadt.

 

DBX, partenza ibrida

Concept (2015)

Da Pebble Beach arrivano buone notizie anche per la DBX. La crossover, presentata come concept al Salone di Ginevra (dove vantava un sistema Kers e quattro motori elettrici integrati nei gruppi ruota), sarà introdotta nel 2019 come ibrida plug-in. La propulsione a benzina dovrebbe arrivare poco dopo, mentre per l’elettrica 100% bisognerà attendere qualche anno. Nessuna indiscrezione sulle caratteristiche del powertrain, troppo in là nel tempo.

 

Sfida a Tesla

Come la Rapide, anche la crossover andrà a insidiare l’offerta premium di Elon Musk, composta da Model S e dall’imminente Model X. La sua versione più potente, superaccessoriata e “smodata” della berlina Tesla può superare i 130 mila dollari (in Italia per il top assoluto si spendono anche 150 mila euro) ma secondo Palmer c’è parecchio spazio per salire: la Rapide elettrica si aggirerà infatti sui 200-250 mila dollari, non troppo sopra il listino della controparte a benzina. Quanto alle prestazioni, il Ceo mette una pietra tombale sulla Ludicrous Speed di Musk, in grado di portare la P85D da 0 a 100 km/h in soli 3 secondi: “Non la implementeremo perché è stupida – ha spiegato il Ceo – Penso che fare qualche giro sul Nordschleife sia molto più interessante che farsi 500 metri in modalità Ludicrous”.

Le cose stanno un po’ diversamente e c’è spazio per ampi dibattiti. Ma una cosa è certa: tra 007, Elon “Tony Stark” Musk e i tedeschi, il ring elettrico inizia davvero ad accendersi.

D.C.


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TAGS: andy palmer aston martin dbx Aston Martin Rapide S ceo aston martin gaydon pebble beach

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