La NASA studia velivolo elettrico a decollo verticale

La NASA studia velivolo elettrico a decollo verticale

23 feb, 2010

, Mit e altri. Allo studio un velivolo monoposto a decollo verticale ed emissioni zero!

Fonte: Ecoambiente

23 febbraio 2010.

“Come possiamo permetterci di ignorare l’incredibile libertà progettuale che la propulsione elettrica offre a chi disegna ?”

Parole di Mark Moore, ingegnere del Centro Ricerche Langley della Nasa e responsabile del rivoluzionario progetto che punta a rendere davvero “personale” oltre che ecologica la mobilità nell’aria. Si tratta di un velivolo monoposto capace di posarsi sulla propria coda; il pilota, in posizione prona in volo orizzontale, in questa circostanza si ritrova in piedi. L’idea è nata dalla proposta formulata da uno studente universitario nell’ambito di un concorso indetto dalla AHS, American Helicopter Society. Il tema riguardava un velivolo militare rilasciabile, con la massima “discrezione” possibile, da un sottomarino in immersione.

Il progetto Puffin, presentato a gennaio 2010 nel corso di un convegno della AHS, è portato avanti dalla stessa Nasa, dal MIT (Massachusetts Institute for Technology), dal Georgia Institute of

Technology e dalla M-dot Aerospace, azienda aerospaziale di Phoenix (Arizona). Per ora è prevista la realizzazione di un modello in scala 1:3 per le verifiche preliminari della bontà del progetto.

Superleggero e supersicuro

Il video spiega meglio di qualunque descrizione il concetto, non del tutto nuovo perché negli anni Cinquanta furono stati realizzati, e testati in volo, dei prototipi di velivoli cosiddetti “posacoda”.

Davvero bizzarro anche il Puffin, in italiano “pulcinella di mare”, piccolo e variopinto uccello marino dall’aspetto goffo ma dal volo veloce. Dovrebbe avere un’apertura alare di poco più di 4 metri ed essere alto 3,7 metri quando è posato. Il peso a vuoto dovrebbe essere, includendo 45 kg di batterie, di soli 180 kg, 30 meno dello scooter elettrico Vectrix.

A sostenere il Puffin in volo verticale e a spingerlo a una velocità di crociera di 240 km/h e massima di 480 km/h (batterie permettendo) sarebbero due eliche/rotori di 230 cm di diametro.

Queste sono azionate da 4 motori elettrici ciascuna, due dei quali sono sufficienti, in caso di emergenza, a fornire la potenza richiesta (22 kW/30 cv per rotore) per il volo. Ed è proprio questo uno dei tanti vantaggi della propulsione elettrica: per utilizzare due motori termici bisogna collegarli meccanicamente tra loro, così come gli assi sono collegati in un’auto 4×4; altrimenti la “piantata” di un motore in fase di decollo e atterraggio sbilancerebbe il velivolo con esiti catastrofici.

I propulsori termici inoltre devono avere una potenza circa doppia del necessario al volo proprio per poter affrontare questo tipo di emergenza, mentre un’unità elettrica può essere “forzata” per brevi periodi.

La propulsione elettrica è superiore in tutto, salvo per le batterie…

“In un piccolo velivolo a decollo verticale la propulsione elettrica è migliore da tutti i punti di vista, salvo per la presenza delle batterie”, sostiene Moore. Tra gli altri vantaggi la possibilità di regolare notevolmente il regime di rotazione delle eliche mantenendo costante la potenza e l’insensibilità del propulsore alla rarefazione dell’aria ad alta quota e alla temperatura ambiente.

Ovviamente le batterie limitano molto l’autonomia: si pensa di arrivare a circa 90 km con la tecnologia attuale.

Un risultato comunque notevole per un veicolo elettrico, favorito dalla buona efficienza aerodinamica. La resistenza all’avanzamento è stimata in 13,5-17,5 volte meno del peso del velivolo, paragonabile a quella di un aereo convenzionale e molto meglio rispetto a un elicottero che ha valori tipici di 4-5. In pratica il Puffin richiederebbe una trazione di soli 15-20 kg per mantenersi in volo orizzontale.

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TAGS: aerei nasa puffin

Un commento

  1. INTGELLIGENTE Fernando /

    Ottima idea ! Ma, la sostentazione statica é molto più sicura, ed energeticamete meno dispendiosa. Meditate ! Coraggio, meditate!

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