La batteria al grafene che estrae l’idrogeno dall’aria

La batteria al grafene che estrae l’idrogeno dall’aria

21 mag, 2015

Potremmo dire addio ai carburanti fossili usati per ottenere l’idrogeno da destinare alle celle a combustibile.

Fonte: Zeus News

 

18 Maggio 2015. Sin dalla sua scoperta nel 2004 il grafene è stato battezzato “il materiale dei miracoli”, tanto da far ottenere ai suoi scopritori il premio Nobel nel 2010.

L’ultima sua applicazione scoperta ha quasi del miracoloso: pone infatti le basi per costruire un generatore che si alimenta estraendo idrogeno dall’aria.

La scoperta si deve ad alcuni ricercatori dell’Università di Manchester, nel Regno Unito, guidati da uno degli scopritori del grafene, ; essi hanno capito come creare membrane di grafene in grado di ottenere idrogeno dall’atmosfera.

Il team di Geim ha scoperto che monostrati di grafene, normalmente impermeabili a gas e liquidi, diventano permeabili se trattati con particelle di platino e in elevate condizioni di temperatura: gli atomi di idrogeno, privati degli elettroni, riescono così a passare.

Di qui è sorta l’idea di usare il grafene nelle membrane a conduzione protonica, una parte fondamentale delle celle a combustibile; le membrane attuali usate finora presentano dei problemi di contaminazione nello scambio di combustibile, che ne limitano l’efficienza e la durata.

Il grafene permetterebbe di risolvere il problema della contaminazione delle celle, creando pile a combustibile tanto efficienti da poter rivaleggiare alla pari con i carburanti fossili.

In più, il grafene ha un’altra interessante capacità, ossia quella di estrarre idrogeno da un’atmosfera ricca di umidità.

Attualmente, ottenere l’idrogeno per alimentare le celle a combustibile significare affrontare un procedimento costoso e inquinante; la scoperta della capacità del grafene di estrarre idrogeno dall’aria permetterebbe di creare un generatore elettrico che si procura l’idrogeno “da sé” e lo immette nelle celle.

«Quando sai come funziona, è molto semplice allestirlo» spiegano i ricercatori. «Si mette un gas contenente idrogeno da un lato, si applica una piccola corrente elettrica e si ottiene idrogeno puro dall’altro lato. Questo idrogeno può quindi essere bruciato in una pila a combustibile».

Per ora gli scienziati hanno lavorato su piccole membrane e di conseguenza la raccolta dell’idrogeno è limitata; l’annuncio della scoperta serve proprio a rendere nota questa possibilità per spingere altri ricercatori a lavorarci.

 

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TAGS: andre geim batterie grafene università manchester

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