Batterie più efficienti grazie al polistirolo

Batterie più efficienti grazie al polistirolo

26 mar, 2015

Offrono una carica maggiore e tempi di ricarica molto più brevi.

Fonte: Zeus News

 

24 Marzo 2015. Il polistirolo è un materiale prezioso finché si tratta di imballare o proteggere qualcosa ma, quando non è più necessario, diventa una fonte di inquinamento che in molti Paesi non viene riciclata.

Il professor , dell’Università di Purdue, se n’è reso conto quando ha dovuto togliere dall’imballaggio le apparecchiature per un nuovo laboratorio, e si è ritrovato con una moltitudine di chips di polistirolo destinate alla discarica: ha così deciso di trovar loro un impiego.

 

Potete guardare il video (in lingua inglese)

 

Il gruppo del professor Pol ha così iniziato a studiare le proprietà del polistirolo e del materiale da imballaggio realizzato a partire dall’amido, che è più ecologico ma contiene comunque sostanze chimiche e detergenti.

La ricerca ha portato a scoprire che con questi materiali si possono realizzare degli elettrodi per le batterie più efficienti di quelli attuali: in particolare il polistirolo è un ottimo sostituto della grafite utilizzata normalmente per realizzare l’anodo nelle batterie agli ioni di litio, e in più il processo per arrivare a questo risultato è molto semplice.

Il professor Pol ha spiegato a Phys.org:

«Le chips sono riscaldate a una temperatura tra i 500 e i 900 gradi Celsius in atmosfera inerte e in presenza o assenza di un catalizzatore a base di un metallo di transizione».

«Il processo» -- aggiunge il professor -- «è economico, non dannoso per l’ambiente e potenzialmente adatto per la produzione su larga scala».

Il materiale risultante permette di realizzare anodi che sono 10 volte più sottili di quelli attuali e hanno una resistenza elettrica molto minore, il che si traduce in tempi di ricarica molto più brevi; inoltre, le prestazioni superiori si mantengono anche dopo centinaia di cicli di carica/scarica.

«Questi elettrodi» -- ha spiegato il professor Pol -- «hanno mostrato prestazioni notevolmente maggiori per quanto riguarda la conservazione dell’energia rispetto agli anodi di grafite disponibili in commercio. Gli anodi realizzati a partire dalle chips per imballaggio hanno mostrato di avere una capacità specifica massima di 420 mAh/g, che è maggiore della capacità teorica della grafite (372 mAh/g)».

I test, condotti con 300 cicli di carica/scarica, non hanno evidenziato sostanziali perdite nella capacità delle batterie così realizzate e, secondo il professor Etacheri le prestazioni elettrochimiche sul lungo periodo sono molto stabili: il polistirolo e l’alternativa basata sull’amido si sono quindi dimostrati molto promettenti per la realizzazione di batterie ricaricabili agli ioni di sodio.

 


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TAGS: batterie polistirolo università purdue vilas pol Vinodkumare Etacheri

Un commento

  1. Hola Marcelo! Un placer cada lectura. Es un mundo nuevo que aquí retransmitimos (créditos a tu website)en nuestro programa radial. Un cariño y espero que nos hablemos pronto!

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