Un pezzo di storia italiana dell’auto elettrica

Un pezzo di storia italiana dell’auto elettrica

1 giu, 2014

Registro

Storia di una vettura elettrica nata in Italia

di Franco Maggiolini

Fonte: Auto Elettrica

 

Articolo tratto dalla rivista Auto Elettrica, Anno I n° 1 del bimestre gennaio-febbraio 1992 con la direzione di Marcelo Padin

 

Milano, Italia. 1992. Il registro storico auto elettriche Zagato è una sezione del R.I.V.E.S. (Registro Italiano Veicoli Elettro Solari) ed è il primo registro storico di una casa costruttrice di elettromobili sorto per reperire e catalogare le vetture ancora esistenti della produzione comprendente Zele, , Milanina Minivan e .

La Zele fu l’evoluzione della Milanina, vettura costruita nello stabilimento di Terrazzano di Rho alla fine degli anni ’60. Questa vettura con carrozzeria senza portiere fu acquistata in numerosi esemplari dalla Fiera di Milano per sostituire i micro taxi prodotti dalla ditta Turrinelli negli anni ’50. Oggi di Milanina ne risultano esistenti dodici esemplari ma ci sono “avvistamenti” segnalatici recentemente.

La Zele presentata al Salone di Tokyo del 1972 aveva carrozzeria monovolume in vetroresina, due porte, due posti, 195 cm di lunghezza, 135 cm di larghezza e 162 cm di altezza con un peso complessivo di 520 kg.

Il motore in corrente continua 24 Volt e 1000 W con potenza fiscale di 3 CV aveva tre gamme elettriche di velocità più la retromarcia, con autonomia di 70 km a una velocità massima di 40 km/h ed era alimentato da otto batterie d’avviamento da 6 Volt ciascuna, con ricarica in sei ore.

La carrozzeria era proposta in arancio, rosso, giallo, blu, verde, avorio e pervinca ed il costo era di circa 800 mila lire nel 1972.

La vettura provoca un grosso dibattito e la stampa specializzata non si interroga, schierandosi chi a favore, chi contro, soprattutto per le prestazioni limitate.

Ma la produzione comincia ed un importante momento di gloria la Zele lo vive in occasione della consegna dei caschi d’oro assegnati ai migliori piloti del 1973 dalla rivista Autosprint.

Il 27 di novembre di quell’anno nei viali della Fiera di Bologna dove era stato riprodotto in scala il circuito di Imola, i piloti , Clay Regazzoni, , Arturio Merzario, , James Hunt, Sandro Munari, , , , e David Purley con a far da mossiere, entusiasmano il pubblico presente con gare avvincenti e spettacolari confermando così le ottime qualità della vettura.

Nel frattempo le versioni diventano tre e differiscono tra loro per la potenza del motore (1000, 1500 e 2000 W); segue poi nel 1976 la Zele Van, 50 cm più lunga con la possibilità di trasportare due passeggeri sul sedile posteriore e l’aggiunta del portellone posteriore.

Gran parte della produzione finisce all’estero e negli Stati Uniti viene venduta con il nome Elcar priva dei loghi Zagato, ma anche in Europa ha un buon successo ed attualmente più di trenta Zele sono state registrate e ci sono tracce di altre.

Arriva poi la versione Golf costruita per soddisfare le esigenze degli amanti del “Green”, il disegno è ben riuscito e molti la vedono come uno status symbol da sfoggiare durante un torneo al club.

Nel 1977 viene presentata la Nuova Zele, per noi è il “Prototipo di Tokyo” in quanto esposto al Salone della capitale nipponica e rimarrà un pezzo unico con la carrozzeria in alluminio dipinta in verde scuro.

Oggi è perfettamente restaurato e viene usato per brevi spostamenti dal suo proprietario.

Nel 1983 viene presentato il Mini Van, una vettura esteticamente valida e con prestazioni notevolmente migliorate, dotata di carrozzeria tre porte, quattro posti (due anteriori e due posteriori), motore da 5 kW, 60 Volt alimentata da dieci batterie da trazione leggera da 6 Volt ciascuna, trasmissione con un variatore automatico a cinghie e 2,60 m di lunghezza, 2,53 m di larghezza, 1,60 m di altezza e 1,50 me di passo, con 3,30 m di raggio di sterzata, pneumatici 145×10 e peso in ordine di marcia di 800 kg.

Di questa vettura ne sono state costruite tre esemplari, tutt’ora esistenti, uno dei quali di proprietà dell’Agip di Roma.

Nel frattempo viene aggiornata la versione Golf e nel 1987 su richiesta della Fiera di Milano dovendo sostituire le ormai vecchie Milanine degli anni ’60, vengono allestite dieci Milanina modificando per l’uso stradale le vetture per campi da golf.

Come curiosità va detto che queste automobili sono state immatricolate come motociclette , cioè motocarri con la targa motociclistica, una rarità dovuta alla legislazione dell’epoca che non è riuscita a definire in che modo riconoscere l’auto a trazione elettrica.

L’ultima creazione in ordine di tempo è il nuovo telaio capace di ospitare carrozzerie per usi diversi come pick-up, furgonetta, berlina, golf, raccolta della posta, ecc. Da questo progetto è nata una serie di quaranta Nuova Milanina ed è possibile vedere all’interno della Fiera Campionaria di Milano e nella succursale di Lacchiarella nella loro caratteristica livrea giallo-blu.

Questa è la breve storia della produzione Zagato nel campo delle vetture elettriche. Noi “Zelisti” ci auguriamo che presto dallo stabilimento possa uscire un nuovo modello rivoluzionario nelle forme e nella meccanica come lo fu vent’anni fa la Zele.

Per festeggiare il ventesimo compleanno della piccola monovolume, nel 1992 si svolgerà il primo raduno mondiale di veicoli elettrici prodotti dalla carrozzeria Zagato con data e modalità ancora da definire.

 

NDR:

Il servizio è stato ripreso in modo completo, quindi coloro che leggono dovranno riportarsi alla data di gennaio 1992, in modo particolare per quanto riguarda alcune spiegazioni che parlano del “futuro” … che ora è “passato” lontano 22 anni.

 


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TAGS: Andrea De Adamich Arturio Merzario Clay Regazzoni David Purley Elcar Gabriele Serblin Giancarlo Martini golf Jackie Stewart James Hunt Lella Lombardi Mario Casoni Milanina Minivan Ronnie Peterson Sandro Munari Stirling Moss Zele Zelevan

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