Storia. I veicoli elettrici Malaguti a Intermot del 2000

Storia. I veicoli elettrici Malaguti a Intermot del 2000

29 ago, 2015

Se allora dicevate “11 Settembre” o “Torri Gemelle”… nessuno vi avrebbe capito. YouTube non era ancora nato e nemmeno Google. Ed in Italia usavamo ancora le lire…

Correva l’anno 2000… e tra le preoccupazioni quotidiane “di normale amministrazione”, spiccava il pericolo mancato del cambio di secolo per quanto riguardavano tutti i dati elettronici.

Vi sembra mille anni fa… invece parliamo dell’anno 2000, appena 15 anni fa.

Dagli archivi di Electric Motor News abbiamo “recuperato” per oggi la presentazione della gamma Malaguti di due ruote elettriche in occasione dell’importante Rassegna di

Ecco la presentazione ufficiale di scooter e bici elettriche

Fonte: Archivio Electric Motor News

 

Monaco di Baviera, Germania. Agosto 2000. Nelle grandi città le esigenze di spostamento individuale spesso non sono risolvibili con le opportunità offerte dai mezzi di trasporto pubblici. Sempre più difficilmente sono utilizzabili i veicoli privati a due e a quattro ruote con motore a scoppio, a causa delle limitazioni imposte a tutela dell’ambiente, mentre la “pulitissima” bicicletta, per via soprattutto delle ridotte prestazioni che circoscrivono troppo il suo raggio d’azione, non può costituire, almeno nelle vaste aree metropolitane, una valida alternativa.

La Malaguti, dopo aver attentamente analizzato il problema e le possibili soluzioni, propone due veicoli elettrici che, pur avendo caratteristiche assai diverse, presentano prerogative tali da escludere sia le controindicazioni della bicicletta – mantenendone però l’agilità, e la facilità di guida – sia quelle dei veicoli con motore a scoppio, alle cui prestazioni nel caotico traffico urbano però si avvicinano notevolmente.

La bicicletta elettrica Pedalight a pedalata assistita è una comune ed elegante bicicletta a telaio aperto che, nascosto dietro la pedaliera, adotta un piccolissimo e leggerissimo motore elettrico, altamente sofisticato, che integra, quando necessario, la spinta muscolare sui pedali.

Lo scooter Ciak EP è invece un vero e proprio scooter, spinto da un potente motore elettrico che garantisce velocità e ripresa simili a quelli alla portata di un ciclomotore con motore endotermico, ma con silenziosità assoluta ed inquinamento zero.

 

Ciak EP – Electric Power

La Malaguti ha realizzato il suo primo scooter elettrico senza proporsi obiettivi tecnici difficilmente raggiungibili, ma puntando sulla migliore e più affidabile tecnologia attualmente disponibile per questo specifico veicolo. Coniugando la grande esperienza di cui dispone nel campo degli scooter con motore endotermico, con le esigenze di questo diverso propulsore, presenta un mezzo di impostazione stilistica classica ed elegante, con ruote di 12”, sospensioni tradizionali e freni a disco (200 mm Ø) sulla ruota anteriore e a tamburo su quella posteriore.

Il tunnel centrale nasconde quattro accumulatori al piombo da 53Ah – 12V che rispetto alle batterie al nickel-cadmio hanno il vantaggio di non dover essere scaricate completamente prima della ricarica. Il pilota può tenere sotto controllo lo stato di carica delle batterie tramite un display collocato nel cruscotto, che visualizza il consumo medio di corrente, la carica residua e l’autonomia di marcia, che a carica piena e in condizioni ottimali è di 70 km (con circuito ECE 47). Il carica batterie è a bordo. La ricarica totale richiede 6 ore e costa meno di 1000 lire. In tre ore si ottiene già una ricarica del 80%.

Le prestazioni sono in linea con quelle previste dal Codice per i ciclomotori, e la velocità massima è quindi di 45 km/h.

Il Ciak EP è un ciclomotore, e come tale è soggetto alle formalità previste per la circolazione di questi veicoli, tra cui il contrassegno di identificazione. Tuttavia generalmente è autorizzato a circolare nelle aree a traffico limitato in deroga ai divieti, inoltre può usufruire dei contributi eventualmente stabiliti dai Comuni e dallo Stato a favore dei veicoli ecologici.

 

Pedalight – Bicicletta elettrica a pedalata assistita

Il segreto della “pedalata assistita” è contenuto nel P.A.S., ossia nel Power Assist System, composto, oltre che da un motore elettrico Yamaha da 235 Watt, da un sensore di potenza, da un controller e da una trasmissione che vincola il motore alla pedaliera.

Il funzionamento è molto semplice: il ciclista, pedalando, esercita una certa forza sui pedali; questa forza viene rilevata e misurata ogni centesimo di secondo dal sensore, che la comunica al controller. Il microprocessore del controller, in base al dato acquisito, stabilisce quanta energia serva dal motore per integrare la forza muscolare e comanda quindi il motore stesso, che interviene tramite il sistema di trasmissione.

In pratica, stabilito che la forza muscolare applicata ai pedali non debba mai superare una soglia massima, il motore interviene in modo proporzionale quando il sensore rileva che la soglia sta per essere superata.

Il sistema è alimentato da un accumulatore al nickel-cadmio, posto fra il tubo reggisella e il parafango posteriore, che assicura fino a 40 km di autonomia in condizioni di marcia standard e fino a 60 km con “eco-mode” ed è dotato di apparato di ricarica (3,5 ore il ciclo di ricarica completa) con funzione “refresh” che annulla gli effetti della scarica incompleta.

Dotata di freno posteriore a tamburo e di cambio a 4 rapporti nel mozzo della ruota posteriore (entrambi di marca Shimano), la bicicletta Malaguti Pedalight può raggiungere e mantenere una velocità massima di 24 km/h con minimo sforzo; con la batteria scarica, funziona come una normale bicicletta.

La bicicletta elettrica Pedalight non comporta l’obbligo del casco per il conducente, è esente da bollo di circolazione, da targatura, si guida senza patente e non è soggetta ad alcun limite di circolazione nei centri urbani, inoltre può usufruire dei contributi eventualmente stabiliti dai Comuni e dallo Stato a favore dei veicoli ecologici.

 

Gli scooter in divisa

La Malaguti vanta una gamma completa di veicoli studiati ed allestiti specificamente per le forze di Polizia Municipale.

Naturalmente si tratta di trasformazioni di scooter normalmente prodotti in serie, visto che la versatilità, l’affidabilità e le prestazioni delle versioni base sono già tali da non richiedere revisioni del progetto.

La gamma degli scooter Malaguti “in divisa” comprende il Ciak 50/100, il Phantom F12 50/100, il Madison 125/150/250 e i due veicoli elettrici Ciak EP e Pedalight.

La dotazione standard per tutti i modelli destinati ai Corpi di Polizia Municipale, ad esclusione della bicicletta elettrica Pedalight, comprende di serie il parabrezza, il bauletto posteriore (opzionale, invece, sul Madison), la luce stroboscopica lampeggiante a luce blu anteriore e le decorazioni riflettenti.

Sono disponibili a richiesta lo specchietto retrovisore destro (per gli scooter 50), la sirena bitonale (di serie, invece, sul Madison), la luce stroboscopica lampeggiante a luce blu posteriore, una torcia con batteria ricaricabile, la scritta identificativa del Comune e lo scudetto regionale.

 

Le premesse di Malaguti, al passo con i tempi

Cambiano gli scooter e cambia anche la mentalità di chi li costruisce. Per la Malaguti non è una novità: da oltre settant’anni opera nel settore delle 2 ruote e si è mantenuta sempre competitiva non solo grazie alla qualità dei suoi prodotti, ma anche perché ha sempre intuito per tempo – prestando grande attenzione ai segnali provenienti dal mercato ed interpretandoli correttamente – le strategie più idonee a garantire il conseguimento dell’obiettivo primario: la crescita dell’azienda.

Seguendo questa linea direttrice, la Malaguti si è più volte trasformata, passando dalla produzione di biciclette, a quella di biciclette con motore ausiliario, ai ciclomotori, agli scooter, alle motociclette, ai veicoli ricreativi e ancora agli scooter. Attraverso queste esperienze produttive l’azienda è maturata progressivamente, abbandonando la fabbricazione artigianale per assumere una sempre più impegnativa dimensione industriale.

Oggi, con circa 400 dipendenti, e con un indotto stimabile in almeno altrettanti lavoratori indirettamente coinvolti, la Malaguti è una media industria che può guardare avanti con la consapevolezza di possedere le risorse per affrontare le sfide più difficili.

Sul fronte della qualità la Malaguti si è adeguata ai rigorosi sistemi di gestione della certificazione ISO 9002. Ha inoltre allestito, in collaborazione con la Engines Engineering, un avanzatissimo centro di progettazione, ricerca e sviluppo, il cui compito non si limita allo studio dei futuri modelli e alla realizzazione dei prototipi, ma si spinge all’industrializzazione dei nuovi prodotti.

Quando ci sono in catalogo prodotti appetibili sia sotto l’aspetto qualitativo, che estetico e tecnico, occorre farli conoscere a tutti. La Malaguti anche sotto questo aspetto si è posta all’avanguardia, con una pubblicità moderna, accattivante, capillarmente diffusa attraverso tutti i principali organi di informazione di massa. Solo negli ultimi mesi, gli investimenti pubblicitari hanno superato i 35 miliardi di lire (dati NASA/NIELSEN).

Tutto questo però ancora non basta.

Oggi la circolazione dei veicoli a motore è vincolata da severe norme, volte soprattutto ad ottenere la riduzione delle emissioni nocive, del rumore, e dei consumi. Sono regole in continua evoluzione, con rilevanti implicazioni tecniche e di mercato, alle quali ci si deve adeguare per tempo, non solo per non rischiare conseguenze negative sulle vendite, ma anche per un impegno civile che non mancherà, tra l’altro, di produrre giovamento in termini di immagine.

Ecco perché la Malaguti, pur presentando per il 2001 una gamma di scooter aggiornata e completata da alcuni nuovi modelli, ha scelto di concentrarsi sulla soluzione dei problemi tecnici legati all’entrata in vigore  delle norme antinquinamento Euro-2, prevista per il mese di giugno 2002.

Contemporaneamente ha affiancato alla gamma di scooter con motori endotermici tradizionali, due veicoli a propulsione elettrica, col chiaro intento di anticipare ancora una volta un’evoluzione del mercato che già oggi, in conseguenza di norme restrittive alla circolazione in molti centri urbani, è prevedibile.

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TAGS: intermot malagudi pedalight malaguti ciak ep monaco di baviera

2 commenti

  1. Gianni /

    Io ci vado in giro con un Malaguti ciak trasformato al litio.

    • M.Padin /

      Sig. Gianni. Grazie dalla sua testimonianza. Ovviamente se vuole aggiungere altro riguardo l’uso, le impressioni, la sua soddisfazione o qualsiasi altro commento, è libero di farlo.
      Noi pensiamo che sentire le opinioni di chi usa regolarmente i mezzi elettrici sia un modo di arricchire l’informazione.
      Grazie per il suo commento.
      Cordiali saluti

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