Visionarie Concept Opel a Francoforte

Visionarie Concept Opel a Francoforte

7 ago, 2013

Vetture mitiche al Salone di Francoforte: ritorno al futuro con le visionarie concept Opel

• Pionieristiche: Opel fu il primo costruttore europeo a presentare una concept car nel 1965
• Dalla fantasia alla realtà: Experimental GT, Insignia e altre sono diventate modelli di serie
• Visionarie: questi studi sono creazioni innovative che rappresentano pietre miliari del marchio

Fonte: Opel Italia

Rüsselsheim. Germania. 6 agosto 2013. La debutta in anteprima mondiale al Salone dell’Automobile di Francoforte () che si svolgerà dal 12 al 22 settembre 2013. Questa concept visionaria sarà presentata allo stand Opel al Padiglione 8 e mostra cosa ci si può aspettare dal costruttore di Rüsselsheim in futuro.

Efficienza e connettività sono i due elementi principali, le massime priorità per lo sviluppo della prossima generazione di modelli Opel. Questi valori intrinseci sono espressi visibilmente dall’evoluzione della filosofia stilistica Opel “L’arte scultorea incontra la precisione tedesca”, in cui i profili della carrozzeria comunicano ora un nuovo messaggio: un carattere atletico e leggero rispetto alla pura potenza muscolare.

“La Monza Concept è in essenza la nostra visione del futuro di Opel,” ha dichiarato il Dr. , CEO Opel. “Questa si inserisce nella lunga tradizione Opel di presentare concept rivoluzionarie al Salone dell’Automobile di Francoforte. Dopo tutto, Opel è stato il primo costruttore in Europa a costruire uno studio e a presentarlo al pubblico al Salone del 1965.”

Tra tutte le case automobilistiche europee, Opel vanta la tradizione più lunga nella presentazione al Salone di Francoforte di concept caratterizzate da idee futuristiche e innovative. Non c’è una nuova concept Opel a ogni IAA, ma molte sono stati modelli significativi che esprimevano o precorrevano nuove tendenze. Ecco una panoramica delle più importanti concept Opel che hanno debuttato al Salone di Francoforte negli ultimi 50 anni. 

La concept come fase preliminare e rivoluzionaria della produzione di serie

La prima concept di sempre fu presentata da GM, la casa madre di Opel. Nel 1938, la GM Design costruì la Buick “Y Job”, un veicolo che non era destinato alla produzione di serie, ma che aveva il compito di mostrare nuove tecnologie e soluzioni stilistiche. In Europa solo i costruttori di autobus avevano realizzato e presentato carrozzerie futuristiche, e Opel fu la prima casa automobilistica a dimostrare tutta la sua capacità innovativa con una concept creata interamente presso il proprio ufficio stile: si trattava della Experimental GT che debuttò allo IAA di Francoforte nel 1965. La Opel Experimental GT presentò una nuova tendenza: era infatti una sportiva da sogno ma dal prezzo accessibile. Fu accolta con grande entusiasmo dalla stampa e dal pubblico e, solo tre anni dopo, la concept divenne realtà: la Opel GT del 1968 fu la prima concept europea a entrare nella produzione di serie e diventò un esempio per tutto il settore.

Ma Opel compì presto un ulteriore passo avanti: nel 1969 il costruttore di Rüsselsheim presentò al Salone di Francoforte la Opel CD, una Gran Turismo di razza basata sulla tecnologia della Opel Diplomat. Anche questa concept fu ulteriormente sviluppata e infine prodotta in serie in un numero limitato di unità.

Le concept Opel degli anni Sessanta ebbero un successo così grande che pochi anni dopo altri concorrenti europei iniziarono a sviluppare e a presentare delle concept.

Non solo auto fantastiche, ma anche pioniere tecnologiche

Nella prima fase delle concept Opel l’attenzione fu incentrata su coupé eleganti ed emozionanti, ma la prima crisi del petrolio del 1973 accese i riflettori su nuovi temi come i consumi, l’aerodinamica e l’efficienza generale, oltre alla sicurezza e agli interni.

Lo si vide per la prima volta nella che sorprese i visitatori del Salone di Francoforte del 1975 grazie alla sua forma futuristica a cuneo e le portiere scorrevoli. Anche gli interni precorrevano i tempi: i sedili avvolgenti erano realizzati in singoli componenti di schiuma plastica, il posto guida era costruito con moduli intercambiabili con schermi digitali e c’era perfino il computer di bordo.

Il veicolo di ricerca TECH 1 fu un ulteriore sviluppo che fece scalpore allo IAA del 1981. Con un anteriore e una silhouette filante che ispirò la prima generazione di Omega che debuttò cinque anni dopo, la TECH 1 divenne un punto di riferimento per l’aerodinamica, con un coefficiente di 0,235. Anche l’interno era ugualmente rivoluzionario: strumenti digitali elettronici e pulsanti elettronici comandavano tutte le funzioni eccetto freni, acceleratore e frizione.

Nei primi anni Ottanta gli esperti di marketing, i designer e gli ingegneri iniziarono a concentrarsi su vetture piccole e accessibili che avrebbero consentito a nuovi clienti – in particolare giovani, donne e abitanti delle crescenti aree urbane – di avere accesso alla mobilità individuale.

Al Salone del 1983, Opel presentò la concept Opel Junior. Era lunga 3,41 metri, ed era più corta di 21 centimetri della prima generazione di Corsa che era appena stata lanciata l’anno prima. In retrospettiva, la Junior può essere considerata l’antenata dell’attuale ADAM, la chich urban car specialista di personalizzazione. Offriva numerose soluzioni innovative per gli interni, dagli strumenti facilmente intercambiabili ai rivestimenti dei sedili che potevano essere trasformati in sacchi a pelo e un navigatore assolutamente visionario – e oggi Opel ADAM è la piccola meglio connessa.

Con l’annuncio dei nuovi e severi futuri limiti europei alle emissioni (come la norma Euro 4 per il 2005), i reparti Opel Advanced Engineering and Design immaginarono il possibile aspetto di una compatta futura più pulita. Presentarono i primi risultati delle loro riflessioni, la caratterizzata da emissioni estremamente basse, al Salone del 1999. La G90 pesava solo 750 chilogrammi. Il nome dice tutto: grazie alla sua struttura leggera, al motore benzina 3 cilindri di nuova generazione e a un bassissimo cx pari a 0,22, registrava emissioni di CO2 di soli 90 g/km.

Nel 2001 Opel sfidò sfrontatamente le regole delle piccole tradizionali con una concept “folle, sexy, bella” come la Frogster. Non aveva il tradizionale tetto, bensì una tapparella elettrica. Grazie ai quattro sedili abbattibili singolarmente, il guidatore poteva premere un pulsante e trasformare la Frogster in una roadster, una cabriolet o un pick-up.

Due anni dopo, al Salone del 2003, Opel presentò una concept completamente nuova, la Insignia. Questa concept di fascia superiore diede ben più del nome al modello top di gamma Opel di nuova generazione del 2008: il linguaggio stilistico – simile a quello della Monza Concept per il futuro – ebbe un impatto considerevole sui modelli successivi Opel. La Insignia Concept si caratterizzava per il design elegante e avanzato e per innovazioni come le luci al LED e i nuovi meccanismi di apertura a pantografo per le portiere posteriori.

Propulsione elettrica adatta all’uso quotidiano nel XXI secolo

Dato che i costruttori sono sempre alla ricerca di una migliore efficienza e di modalità di propulsione più pulite, le ultime concept di Opel si sono dedicate alla mobilità elettrica.

Lo studio per lo IAA del 2007, la , fu fondamentale per lo sviluppo della propulsione elettrica, grazie all’innovativa architettura E-Flex. L’idea di base era che i pendolari potessero percorrere fino a 55 km a emissioni zero in modalità elettrica grazie alla batteria agli ioni di litio della vettura. Un piccolo diesel avrebbe poi permesso la produzione di elettricità per aumentare l’autonomia della vettura e consentirle di percorrere centinaia di chilometri senza fermarsi. La Flextreme Concept registrava emissioni di CO2 pari a 40 g/km o meno, con consumi di soli 1,54 l/100 km (riferito alla procedura europea ECE R101 per veicoli ad autonomia estesa). La grafica dell’anteriore della Flextreme Concept ispirò la Opel Ampera, lanciata nel 2011 e nominata auto dell’anno 2012 grazie a una tecnologia analoga.

L’ultimo capitolo delle concept presentate allo IAA da Opel fu la RAK e nel 2011. Questa vettura sperimentale dotata di una intelligente struttura leggera dimostrava con i suoi costi minimi per l’energia che la mobilità elettrica, presentata in modo affascinante, poteva essere possibile e accessibile per i giovani dai 16 anni di età.

Opel sta lavorando alacremente al prossimo capitolo dei suoi studi visionari. Il risultato, la Opel Monza Concept, sarà presentato al 65° Salone dell’Automobile di Francoforte dal 12 settembre (giornate per la stampa 10 – 11 settembre), 2013. Grazie alla Monza Concept, Opel entra nell’era della mobilità individuale e condivisa.

 

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