Cartoline dal Salone di Shanghai

Cartoline dal Salone di Shanghai

25 apr, 2011

Cartoline dalla Cina

Fonte: Quattroruote

20 aprile 2011. La Zotye, una compatta evidentemente ispirata alla Fiat Palio. La , un’Alfa 166 sotto mentite spoglie. L’ammiraglia Excellence, ibrida. La mostruosa calandra della Excellence. Qui tutto è moltiplicato almeno per dieci: la popolazione, il traffico, i giornalisti, e ovviamente pure le marche e i modelli di automobile. Tanto per dare un’idea: la (i nuovi padroni della Volvo) espone ben 36 nuovi modelli. E ne avrebbero portati altri dieci, giurano, se solo avessero avuto più spazio a disposizione. Ma sono veramente tutti nuovi?
Impossibile verificarlo. E soprattutto, impossibile dire quanti di questi andranno davvero in produzione.

Millemarche

Altrettanto impossibile fare la conta delle marche: accanto a quelle ormai note anche in virtù delle partnership con le case d’Occidente (le varie Saic, Faw, Gac, Dongfeng) accanto a quelle che già hanno tentato qualche sortita fuori dal mercato di casa (Chery, Brilliance, Great Wall, Byd) a ogni rassegna ne spuntano di nuove. Nomi tipo Hawtai, Luxgen, Gleagle, dinnanzi ai quali persino gli addetti al lavori, quelli che frequentano Shanghai e dintorni da tempo, rimangono perplessi. Eppure gli stand ci sono, in qualche caso con cinque-dieci vetture esposte: misteri della grande Cina.

Balle cinesi

Ancora sullo stand della Geely (che per la cronaca continua a utilizzare il nome Panda) spicca la Excellence, mega-ammiraglia che nello sviluppo della carrozzeria ricorda tanto una Rolls-Royce Phantom, dietro una calandra di proporzioni mostruose. Sotto il cofano, però, regna il politically-correct: trazione ibrida, con un motore a benzina V4 (testuale, non è un errore di battitura) “capace di offrire prestazioni pari a quelle di un V8″. D’accordo, prima di scrivere bisognerebbe verificare: ma questa pare proprio una delle tante “balle cinesi”.

La Palio dell’Est

Della Zotye, piccolo (ma neanche troppo, visto che di fabbriche ne ha tre) costruttore privato, si è già parlato negli anni scorsi: è quella che ha acquistato dalla Fiat le linee di produzione della Lybra e della Multipla. Vetture che però quest’anno al salone non ci sono più (anche se la Multipla, ci assicurano, è ancora in produzione). In compenso, sullo stand della Zotye si può vedere una berlinetta a cinque porte che somiglia pericolosamente alla Fiat Palio.

Irriconoscibile 166

Altre tracce di presenza italiana vengono segnalate sullo stand della Gac (anzi, su uno degli stand: per motivi difficilmente comprensibili a un occidentale ce ne sono ben tre, sparsi qui e là per il salone): trattasi della Trumpchi, berlina a tre volumi che sotto la pelle nasconde l’ossatura meccanica dell’Alfa 166. Peraltro del tutto irriconoscibile: tanto gli interni quanto la carrozzeria sono stati realizzati interamente ex novo.

Renault-Samsung

Ritorno sul palcoscenico cinese per le bandiere della Renault, che sin qui ha lasciato campo libero ai cugini della Nissan. In vendita però ci vanno soltanto i modelli prodotti in cooperazione con la coreana Samsung, vale a dire la Suv Koleos e la berlinona Latitude.

Più supercar per tutti

Se le marche “normali” vanno forte e quelle di lusso fortissimo, una volta superata la “dipendenza” da autista che li ha condizionati fin qui, i cinesi sono ormai pronti a qualsiasi follia per le supercar. Tant’è che nel padiglione a loro riservato ci sono proprio tutti: Ferrari e Maserati, Lamborghini e Porsche, ma anche Bugatti e Aston Martin, Fisker e Spyker, senza escludere i tuner di razza come Lorinser. In pratica, fa eccezione soltanto la McLaren. Ma la notizia più clamorosa l’ha data l’Aston Martin, che ha annunciato di aver già piazzato tutti e cinque gli esemplari disponibili per la Cina della One-77s, supercar a tiratura limitata, qui quotata “almeno” 38,8 milioni di yuan, vale a dire quattro milioni di euro.

Da Shanghai, Massimo Nascimbene

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TAGS: geely salone di shanghai trumpchi

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