Velotaxi: interessante, ma in Italia non si può !!!

Velotaxi: interessante, ma in Italia non si può !!!

2 mag, 2011

Commento di Marcelo Padin

Intervista Gianlugi Barone: Comunicare Energia

Sembra incredibile che in Italia le iniziative particolari vengano ostacolate in tutti i modi.

E non si tratta dell’invenzione rara di dubbiosa provvenienza, ma di un sistema di trasporto che permette ai turisti di vistare le zone storiche delle città a bordo di un veicolo che circola a bassa velocità, che non emette un grammo di CO2 nell’atmosfera, che permette ai giovani (ad esempio studenti oppure ragazzi che cercano di guadagnarsi i soldini onestamente … ) di avere un lavoro da fare…. dove ci si diverte pure…

E sembra ancora più incredibile che un’iniziativa che è presente in mezzo mondo, in Italia venga ostacolata con stupidaggini legali.

Il sottoscritto ha visto personalmente i veicoli sia a Berlino nella Porta di Brandeburgo che a , quando abbiamo intervistato uno dei responsabili dell’azienda tedesca che produce il … e che abbiamo mandato in onda in una lontana puntata di Electric Motor News dell’anno 2002; mentre lo si vede in molte altre città europee e non solo.

Abbiamo parlato con il sig. , che coraggiosamente tenta di inserire questi veicoli nel panorama delle città italiane di Milano, e Torino… ma che fatica tanto a nuotare tra i meandri delle leggi e le paludi delle normative…

Di seguito riproponiamo un’intervista tratta da Comunicare Energia… dove si spiega la situazione… e dove si spiega la funzione del Ri-Show…

Mobilità sostenibile? La legge lo vieta !

intervista a… Gianluigi Barone, Amministratore Ri-Show

Fonte: Comunicare Energia

1. Sig. Barone, cosa l’ha spinta a realizzare la Ri-Show?

Cinque anni fa, durante un viaggio a Berlino, vidi circolare per la prima volta i Velotaxi. Ne presi uno per fare un giro turistico e chiesi al ragazzo pedalatore chi era il costruttore di questi strani veicoli; così seppi della Veloform. Tornato in Italia contattai la casa madre tedesca e mi dissero che in Italia, alcuni mesi prima, la società Archimede Energia, che si occupa di sviluppo di veicoli elettrici, ne aveva acquistati una decina. Così la contattai e gli presentai un progetto per la circolazione e per come avrebbero potuto rientrare dell’investimento con l’aiuto della pubblicità.

Da oltre 25 anni faccio il pubblicitario e da sempre mi sono occupato di ideare, creare e realizzare eventi.

Nacque così un rapporto molto bello e di condivisione totale che diede alla luce la Ri-Show, società proprietaria dei (in Italia abbiamo dovuto modificare il nome perché ci consigliarono di non utilizzare la desinenza taxi per non sollevare inutili polemiche) e promotrice di una mobilità sostenibile per visitare i centri storici delle città italiane.

Ne più ne meno di quello che si fa oggi in 120 metropoli al mondo e in 90 stati.

2. Quali sono i principali ostacoli allo sviluppo di questo business?

La nostra idea era di replicare ciò che città come Berlino, New York, Londra, Parigi, Copenhagen, solo per nominarle alcune, offrono ai propri cittadini e ai turisti, con grandissima soddisfazione da parte di tutti.

In questi Paesi, dove il concetto di mobilità sostenibile è una vera realtà e non solo chiacchiere, il servizio viene svolto da ragazzi, la maggior parte universitari che, per potersi pagare gli studi noleggiano, con 10 euro al giorno i Velotaxi dai vari operatori di CityCruiser e offrono passaggi a chi vuole vedere la città senza fretta, comodamente seduti e in modo diverso dagli altri mezzi di trasporti pubblici o privati. Il compenso è calcolato a chilometri, 2,5 euro a persona per il primo chilometro e 1,0 euro per i successivi, o a tempo 7,5 euro per mezz’ora o per percorsi, con la possibilità di noleggiare il Velotaxi per un’intera giornata e scoprire gli angoli più piacevoli dei centri cittadini, i musei, le piazze o per farsi accompagnare a fare lo shopping.

Lei pensi che quando usciamo, grazie al contributo di sponsor che credono nei nostri “media” e fortunatamente sono sempre di più, i turisti ci chiedono di poter avere un VeloLeo per il giorno successivo fuori al loro albergo. Al momento non possiamo farlo perché non possiamo chiedere soldi alle persone da trasportare.

In Italia, purtroppo, la burocrazia e le leggi in genere, non aiutano affatto a sviluppare nuove idee e nuove formule di business.

Solo per fare qualche esempio:

A) il nuovo Codice della Strada, emanato a fine luglio del 2010, riconosce ai tricicli di poter svolgere anche in Italia il servizio di noleggio con conducente; ma secondo il Ministero dei Trasporti il triciclo è un veicolo a motore. Ma guarda caso, nella tabella delle verifiche obbligatorie che ogni 2 o 4 anni tutti i veicoli a motore devono fare, non esiste la parola triciclo.

Sfido chiunque ad andare su internet e ricercare le immagini riferite alla parola triciclo, non compare mai un’immagine di un triciclo a motore.

B) Una legge nazionale vieta di poter fare pubblicità sui velocipedi (categoria alla quale, secondo il Codice della Strada rientrano i nostri VeloLeo) per conto terzi; pertanto occorre fare un contratto di noleggio con l’utente pubblicitario. Le cito la serie di documenti che occorre presentare, per esempio, al Comune di Milano per richiedere l’autorizzazione e per poter sapere l’importo da pagare per le tasse pubblicitarie:

o Contratto di noleggio
o Richiesta di autorizzazione per l’esposizione di mezzi pubblicitari
o Dichiarazione di esposizione di mezzi pubblicitari
o Visura camerale con antimafia
o Iscrizione alla Camera di Commercio
o Fotocopia attribuzione della partita IVA
o 3 bozzetti di come sarà decorato il veicolo
o Fotocopia del documento del legale rappresentante
o Delega alla nostra società per poter presentare la necessaria documentazione
o Planimetria di dove circoleranno i veicoli

Inoltre il Comune richiede almeno 30 giorni prima dell’uscita dei veicoli tutta la documentazione e la risposta, se si è fortunati, arriva il giorno prima dell’evento. Nel frattempo occorre decorare i veicoli, trovare i pedalatori, ecc.

C) Il Comune di Firenze autorizza l’esposizione del logo o del marchio non più grande di 20 cm sostenendo che altrimenti si inquina visivamente il paesaggio e i monumenti

D) Il Comune di Verona non consente la pubblicità sulle biciclette.

Insomma. Oltre le leggi nazionali, ogni Comune ha leggi diverse dagli altri.

Cosa comporta questo? Oltre a non poter offrire un servizio graditissimo da tutti, il non poter dare una possibilità di lavoro a decine di persone e in questo particolare momento non mi sembra cosa da poco

3. Vede una via d’uscita da questa situazione?

Assolutamente sì, altrimenti non combatterei da 4 anni con questa realtà. Ricordiamo che dovremmo essere in Europa; città estere come quelle che le ho comunicato prima, finanziano imprese che svolgono attività di trasporto a impatto zero; la stessa Comunità Europea ha mandato una comunicazione affinchè tutte le città europee si prodighino perché queste iniziative prendano piede.Insieme ad altri operatori di CitiCruiser in altre città, come Firenze, Roma, Bari, abbiamo chiesto incaricato uno studio legale per chiedere delucidazioni in merito e sono convinto che alla fine avremo ragione.

4. Ci fa qualche esempio di progetti che si potrebbero sviluppare con le diverse amministrazioni comunali e non?

Ho presentato il progetto sperimentale “VeloLeo a Milano da e verso Expo 2015” alla Provincia di Milano, Comune di Milano, Regione Lombardia e Provveditorato alle Carceri Lombarde e all’Expo 2015 che vede la presenza di 50 VeloLeo guidati da altrettante persone socialmente svantaggiate perché possa partire a Milano al più presto sino alla fine dell’Expo 2015 una mobilità non solo sostenibile, ma con una forte connotazione sociale.

Inoltre, i nostri VeloLeo potrebbero essere a disposizione di tutte quelle persone che per età, problemi fisici o solo perché non vogliono o possono tesserarsi, di essere a completamento del servizio di bike-sharing che sta ottenendo un grandissimo successo.

La Regione Lombardia che, come tutte le Regioni italiane, ha l’obbligo, da parte della Comunità Europea di sperimentare nuove forme di mobilità a basso impatto o a impatto zero, si è fatta fautrice di un incontro che spero avvenga quanto prima, tra i vari Enti coinvolti, affinchè anche a Milano e in Lombardia possa prendere piede questo giovane, sano, simpatico e moderno servizio.

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TAGS: gianluigi Barone milano roma turismo veloleo velotaxi

4 commenti

  1. Aggiungere una quarta ruota folle, senza alcuna funzione, lo fa diventare un quadriciclo e quindi passa di categoria, superando le carenze legislative?

  2. fabio /

    solo in italia stò schifo……non andremo mai avanti se non salta in aria il governo (SCHERZO)

  3. fabio /

    io cmq l’ho costruito uno simile al velotaxi e ci stò girando da un anno. saluti a tutti

  4. antonio /

    E’ proprio un paese di MERDA,quanti giovani potrebbero guadagnare pedalando e divertendosi anche,ma chi comanda ha la merda sugli occhi e non riesce a vedere

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