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Cavolla a Porto Santo. La resa di un guerriero

Cavolla a Porto Santo. La resa di un guerriero

29 ott, 2011

di Marcelo Padin

Electric Motor News

Trezzo sull’Adda (MI) e Polpenazze (BS). Italia. 28 ottobre 2011. Riceviamo e pubblichiamo l’email che il nostro collaboratore Claudio Cavolla ci ha inviato e dove di fatto alza bandiera bianca nel suo tentativo di portare veicoli elettrici all’Isola portoghese di Porto Santo.

Da qualche anno Cavolla ha “scoperto” questa piccola isola ed ha iniziato conversazioni con diverse autorità per sviluppare la mobilità elettrica, ideale in questo contesto molto piccolo dove si può percorrere tutta l’isola in pochi chilometri.

Cavolla è riuscito a portare una bicicletta a pedalata assistita in collaborazione con Zio Presti Trade, ma evidentemente i progetti si sono arenati e ora ci invia la seguente email che pubblichiamo testualmente:

“Amici, con questa risposta sospendo ogni ulteriore sforzo per convincere le Amministrazioni e gli Imprenditori ad introdurre la mobilità elettrica a Porto Santo iniziando dalle biciclette.

Non hanno capito o non hanno voluto capire che con la mia iniziativa ed esperienza potevano anticipare quello che INEVITABILMENTE avverrà in futuro.

Il mondo, iniziando dal turismo, si muoverà elettrico. Ora a Porto Santo arriva Ronaldo e con lui la chermesse Immobiliare con i loro profumati Capitali. Queste cose le faranno loro assegnando appalti e Contratti agli adepti del loro mondo. Io mi chiamo fuori e la mia soddisfazione si limiterà a vedere conferma delle mie proposte quando diventeranno realtà”.

Conoscendo il personaggio, che oltre ad essere un collaboratore di Electric Motor News è una persona che ha studiato diverse particolarità tecniche dei veicoli ad alimentazione alternativa, possiamo dire di avere un forte dubbio che questa resa sia incondizionata… ma il tempo dirà l’ultima parola.

Ora Claudio Cavolla, dopo aver accantonato – secondo le sue dichiarazioni – il progetto di Porto Santo, penserà a qualcos’altro nei diversi settori. Ricordiamo che Cavolla è pilota di aerei e di allianti oltre ad essere un grande appassionato di tecnica automobilistica mirata alla riduzione dell’inquinamento ambientale.

E chissà che ora, senza dover pensare più a Porto Santo, riuscirà a tirar fuori dal cilindro qualche altro piccolo sviluppo o modifica per veicoli ecologici…. in modo particolare lavorando durante i suoi frequenti viaggi in treno… tra l’attesa di una coincidenza e tra tantissimi minuti di ritardo… !!!

 

 

TAG: claudio cavolla, porto santo

5 commenti

  1. rosario giovanni /

    Desidererei contattare e conoscere queste persona straordinaria e imparare da lui veramente quello che sarà la mobilità del futuro.
    Sono disposto quindi ad incontrarlo.Sono un professionista del settore sanitario trasversale ad interessi beceri economici.Ho aderito al Movimento Cinque Stelle per il quale sono Consigliere a Pozzo d’Adda(Mi.
    Dott.Moscatello Rosario Giovanni
    Pozzo d’Adda Mi

    • M.Padin /

      Buon giorno Dott. Moscatello. Risponde Marcelo Padin, Direttore Editoriale di Electric Motor News. Inoltro la sua richiesta al Sig. Claudio Cavolla e verrà contattato direttamente da lui.
      Grazie per il suo post.
      Cordiali saluti

    • Claudio Cavolla /

      Gentile Dott.Moscatello Rosario Giovanni, grazie dei commenti ma non c’è nulla di straordinario. Solo una grande passione e curiosità alimentata dal fedele Marcelo Padin.
      Se vuole contattarmi può farlo al n° 333-4038710 o per E-mail

      Cordiali saluti

      Claudio Cavolla

  2. rosario giovanni /

    Gent.le Sig.Cavolla,
    non mi nascondo dietro il itolo per cui potremmo darci del tu senza problemi sempre che alla base ci sia rispetto ed educazione.io ho 47 anni mi sono iscritto quest’anno in Farmacia ma provengo come attività lavorativa dalla sanità.Ho due lauree in Infermieristica e quattro anni or sono mi ho conseguito la laurea in ortottica assistenza oftalmologica oltre al Master di Coordinamento delle professioni sanitarie.La passione per la chimica che è esplosa in questi ultimi anni i porta ad approfondire temi affascinanti..Credi che sia realizzabile il progetto di trasformare la mia auto Mercedes classe B diesel con un impianto fuell cell ad idrogeno? Cosa consigli di fare.Io conosco la teoria dell’elettrolisi ma metterlo in pratica come sai è un’altra cosa.
    Ti lascio il mio contatto telefonico 3383155042 Rosario Giovanni

  3. rosario giovanni /

    CRISI NELLA FISICA SULLE TEORIE DI EINSTEIN E LA MECCANICA QUANTISTICA:
    Intervista al Prof. Ruggero Maria Santilli
    BY ADMIN – 28 SETTEMBRE 2011
    POSTED IN: MISTERO, SCIENZA

    di Andrea Rampado

    CRISI NELLA FISICA SULLE TEORIE DI EINSTEIN E LA MECCANICA QUANTISTICA: SONO
    ESSE UN OSTACOLO ALLA FUSIONE FREDDA ED ALLA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI
    ECOLOGICI?

    NOTE BIOGRAFICHE
    Il Prof. Santilli nacque in Molise l’8 settembre 1935, ottenne la laurea in
    fisica all’Università di Napoli ed il Dottorato di Ricerca in Fisica Teorica
    all’Università di Torino. Nel 1968 si trasferí negli U.S.A. con la sua
    famiglia, la moglie Carla e la figlia Luisa, a seguito d’un invito per delle
    ricerche all’Università di Miami con fondi NASA. Passò poi all’insegnamento
    della fisica all’Università di Boston, poi al MIT e raggiunse l’apice della
    carriera accademica con una posizione, come fisico teorico, al Dipartimento di
    Matematica dell’Università di Harvard dove ricevette cinque grants dalla DOE.
    Nel 1983 assunse la presidenza dell’Institute for Basic Research, fondato da un
    gruppo di scienziati altamente qualificati sparsi per il mondo, presidenza che
    detiene fino ad oggi. Il Prof. Santilli è cittadino degli Stati Uniti d’
    America, cittadinanza che acquistò nel 1984. Il Prof. Santilli ha scritto oltre
    250 articoli in matematica, fisica e chimica pubblicati dalle migliori riviste
    scientifiche in tutto il mondo, come la Physical Review americana, il Journal
    of Physics inglese, il Nuovo Cimento e 15 monografie a livello post PhD.
    pubblicate anche dalle migliori case editrici, come la Springer-Verlag, la
    Kluwer, la Naukova Dumka, ed altre.

    Il Prof. Santilli è noto nel mondo scientifico per aver proposto nel 1978,
    quand’era all’Università di Harvard, una generalizzazione strutturale della
    meccanica quantistica e della relatività ristretta per i cosidetti sistemi
    interni (particelle che si muovono una a contatto con o dentro l’altra, come
    nella struttura degli adroni, nuclei e stelle, piuttosto che particelle
    muoventesi nel vuoto, come nella struttura atomica descritta nella meccanica
    quantistica e relatività di Einstein), per la cui formulazione il Prof.
    Santilli dovette inventare matematiche completamete nuove ed oggi note come le
    matematiche Santilliane isotopiche, genotopiche, iperstrutturali per la
    descrizione di particelle in condizioni interni, ed isoduali per la descrizione
    delle antiparticelle. A seguito d’un enorme lavoro scientifico in oltre due
    decenni da parte di centinaia di scienziati di vari paesi, incluso italiani, il
    lavoro comprendente oltre mille articoli tecnici, venticinque monografie, una
    cinquantina di volumi d’atti, diciotto conferenze internazionali fatte negli
    USA, Europa e Cina (l’ultima fatta nel giugno scorso all’Università di
    Karlsborg in Svezia), la meccanica adronica ha passato da lungo tempo l’
    interesse scientifico, dal momento che ha già visto investimenti industriali di
    molti milioni di dollari. Le generalizzazioni isotopiche, genotopiche ed
    iperstrutturali, infatti, sono state sviluppate sin dalla loro proposta
    originale del 1978 per lo studio rigoroso di nuove energie e carburanti puliti
    che non si possono neanche prevedere, lasciamo stare di trattare con la
    meccanica quantistica e le teorie einsteniane. In particolare, il prof.
    Santilli ha recentemente scoperto una nuova specie chimica chiamata
    “magnecolare”, onde differenziarla da quella molecolare, il cui bond non è di
    valanza ma di tipo nuovo particolarmente adatto per una combustione completa,
    quindi d’interesse ecologico.

    A seguito di questi risultati il Prof. Santilli ha ricevuto molti onori, tra
    cui: un’aula portante il suo nome in un istituto di ricerche in Australia, una
    medaglia d’oro per meriti scientifici dall’Università di Orleans in Francia, la
    nomina del Prof. Santilli da parte dell’Accademia delle Scienze dell’Estonia
    tra i più illustri matematici applicati di tutti i tempi, insieme a nomi
    illustri come Gauss, Fermat. Weierstrass, Hamilton, Lie (il solo nome italiano
    nella lista, in cui tra l’altro manca Einstein perché questi non scoprí nessuna
    matematica nuova) ed altri onori. Il Prof. Santilli è stato raccomandato per
    vari anni da molti scienziati per il Premio Nobel in Fisica, e recentemente
    anche per quello in chimica, anche se questo premio non è previsto dato il noto
    controllo della Fondazione Nobel da parte d’interessi einsteniani.

    D. Prof. Santilli, ci parli delle sue ricerche su nuove energie pulite con
    particolare riguardo alla fusione fredda.

    R. Per carità, questa non è una domanda alla quale si può rispondere in poche
    parole. Anzi, scoraggio caldamente chiunque, particolarmente politici con
    responsabilità sociale, a considerare presentazioni succinte perché ne possono
    venir fuori con l’impressione di sapere mentre la mancanza di conoscenza del
    settore può essere abissale. Per dare un’idea della complessità del problema
    basti notare il fatto che un’energia può essere chiamata veramente “nuova” se e
    soltanto se NON è prevista dalle relatività di Einstein e dalla meccanica
    quantistica. Quindi, prima di entrare nell’argomento è necessario avere
    informazioni di base sui limiti di validità di dette teorie e sulle loro
    generalizzazioni per poi passare in una maniera valida alle nuove energie.

    D. Allora, Prof. Santilli, ci indichi la condizione della fisica oggi secondo
    il suo punto di vista.

    R. Dopo circa quarant’anni d’esperienze scientifiche in tutto il mondo, non
    esito nel dire che, a mio avviso, la fisica è in una crisi profonda che si può
    solo paragonare all’oscurantismo scientifico ai tempi di Galilei, con la
    differenza che ai tempi di Galilei le credenze dominanti erano di natura
    religiosa, mentre le radici della crisi attuale sono dovute ad interessi
    scientifici, finanziari, e di altro tipo.

    D. Come fa ad avere un’opinione cosí poco rassicurante?

    R. Il 20° secolo ha visto la scoperta della meccanica quantistica e della
    relatività ristretta che hanno avuto verifiche sperimentali veramente
    incredibili, acquistando cosí un’immensa credibilità, particolarmente nei
    settori fuori dalla scienza, come quelli politici e giornalistici. N’è
    conseguito il subordinamento di tutte le condizioni fisiche nell’universo,
    tutte le cattedre, tutti gli investimenti e quant’altro attiene alla fisica a
    verificare strettamente le leggi quantistiche ed einsteniane, condizionamento
    che è in pieno vigore anche oggi. Verso la fine del secolo scorso apparve però
    evidente che le leggi quantistiche ed einsteniane, mentre rimangono certamente
    valide per le condizioni delle loro concezioni e verifiche sperimentali,
    essenzialmente quelle di particelle ed onde elettromagnetiche propagantesi nel
    vuoto caratterizzanti i cosidetti “sistemi esterni”, dette leggi hanno chiare
    limitazioni per condizioni fisiche piú generali, come quelli dei “sistemi
    interni” in cui si hanno particelle muoventesi in mezzi fisici iperdensi, come
    nella struttura dei protoni, neutroni ed adroni in genere, nella struttura dei
    nuclei e delle stelle. In particolare, s’è visto con estrema chiarezza verso la
    fine del secolo scorso che le leggi quantistiche ed einsteniane sono
    assolutamente insufficienti a predire, lasciamo stare a trattare, nuove energie
    e carburanti puliti. Per essere esplicito, esiste oggi un’evidenza sperimentale
    e teorica veramente solida secondo cui le leggi quantistiche ed einsteniane
    sono un vero e proprio ostacolo alla risoluzione dei problemi ambientali
    gravissimi del nostro piccolo pianeta, problemi a cui ho dedicato una vita di
    studi.

    D. Prima di passare alle radici scientifiche di una condizione cosí seria, ci
    dica: dove va vista la sua massima responsabilità?

    R. Senza dubbio la massima responsabilità della crisi della fisica va vista
    nella stampa a seguito del suo totale asservimento ai centri di potere
    scientifico, mentre la responsabilità politica è solo di riflesso, poiché il
    mondo politico si serve della stampa come mezzo d’informazione ed azione. Fino
    ad oggi, infatti, la stampa mondiale, incluso quell’italiana, ha dato e
    continua a dare credibilità totale e cieca alla cosiddetta “fisica ortodossa”,
    ignorando vedute scientifiche nuove qualificate. In altre parole, la stampa è
    ancora vittima dell’immenso fantasma d’Einstein, sopprimendo cosí la democrazia
    scientifica che è necessaria per il vero progresso. Ho accettato quest’
    intervista proprio nella speranza che la stampa italiana riconsideri la propria
    posizione ed implementi il dovere etico di servire il pubblico, cosa che in
    questo caso si può solo fare riportando TUTTE le posizione scientifiche
    qualificate e non solo quelle einsteniane.

    D. Noi in Italia, però, abbiamo una gran democrazia. Come fa a dire questo?

    R. Purtroppo, voi italiani avete sì una gran democrazia “politica”, ma non
    sapete che l’Italia soffre oggi di una dittatura scientifica. È necessario qui
    evitare conversazioni da salotto e fare degli esempi concreti. Nel 1995
    organizzai al castello Pignatelli nel Molise una settimana di congressi
    scientifici tutti “post-einsteniani”, includenti matematica pura, fisica,
    chimica, ed ingegneria applicata, con le partecipazioni di oltre 150 scienziati
    illustri, includenti membri dei Comitati Nobel, Direttori di Laboratori di
    Fisica, Presidenti delle accademie scientifiche, congressi che dettero luogo a
    sei volumi d’atti e tre monografie per oltre 3000 pagine di ricerche nuove. Tra
    i tanti avanzamenti scientifici, durante questi congressi annunciai la nascita
    di un nuovo carburante pulito a struttura NON-molecolare, oggi chiamato
    “Santilli MagneGas” (vedasi il sito [1]). Nonostante la credibilità dei
    partecipanti e la natura degli incontri di chiarissima orientazione ecologica,
    fu impossibile veder pubblicate nei quotidiani nazionali italiani anche un
    cenno del congresso al castello Pignatelli, lasciamo stare una presentazione
    seria, mentre nello stesso periodo ci fu un congresso sulla relatività
    einsteniana a Firenze che fu strombazzato da tutti i quotidiani. Dopo
    tantissimi episodi simili, va riportato l’ultimo. Il mio ex-collega di Harvard
    Carlo Rubbia scrisse l’anno scorso degli articoli sull’idrogeno.

    Siccome sono noto nel mondo per aver studiato carburanti nuovi, vari italiani
    mi chiesero di esprimere il mio parere, cosa che feci, indicando i problemi
    gravissimi dell’idrogeno, come: la “oxygen depletion”, ossia rimozione
    permanente dalla nostra atmosfera d’ossigeno respirabile e sua trasformazione
    in acqua, quindi non piú usabile, che presentai per la prima volta al congresso
    sull’idrogeno a Monaco del 2000 [2]; il gran problema causato dal ‘seepagè
    della piccola molecola dell’idrogeno attraverso le pareti di ferro piú spesse;
    il pericolo è gravissimo per lo strato dell’ozono data la gran reattività dell’
    idrogeno con l’ozono; l’immenso inquinamento atmosferico causato dalla
    produzione attuale dell’idrogeno dai carburanti fossili; il costo dell’idrogeno
    che, a parità di contenuto energetico, è circa cinquanta volte quello della
    benzina ed altri problemi. Sottomisi personalmente la nota a tutti i
    quotidiani, settimanali e mensili italiani, senza neanche una nota di
    ricezione, lasciamo stare la sua pubblicazione (la nota è disponibile nel sito
    [3]). La responsabilità della stampa è quindi chiarissima, perché continua a
    presentare l’idrogeno come il carburante piú pulito disponibile all’uomo oggi,
    facendo vedere in televisione gli scappamenti d’auto ad idrogeno che producono
    solo vapore d’acqua, sopprimendo la presentazione dei seri problemi ecologici
    dell’idrogeno. Questa soppressione documentata di democrazia scientifica da
    parte della stampa italiana va denunciata come premessa necessaria per le
    dovute correzioni, perché detta soppressione ha delle conseguenze gravissime.
    Sopprimendo, infatti, i veri problemi ambientali dell’idrogeno, il mondo
    politico italiano continua ad erogare grosse somme per ricerche sull’idrogeno
    secondo tecnologie che ormai appartengono al millennio scorso, e privando il
    mondo politico italiano della conoscenza adeguata.

    Un caso eclatante illustrante il divario tra la stampa italiana e la realtà è
    quello della BMW la quale, dopo aver speso oltre mezzo miliardo d’euro in
    automobili ad idrogeno è oggi sotto pressioni governative tedesche per
    terminare questo tipo di ricerche a seguito di serie minacce da gruppi
    ecologici di Berlino di cause per centinaia di miliardi d’euro. Gli editori dei
    quotidiani, settimanali e mensili italiani dimenticano che hanno bisogno d’
    ossigeno per vivere. Una situazione simile di soppressione di democrazia
    scientifica esiste oggi in Italia in tutti gli altri settori scientifici, con
    conseguenze a mio avviso serissime che vanno affrontate seriamente, ossia CON
    ARTICOLI PUBBLICATI, e non solo con chiacchiere intese a sopprimere la loro
    trattazione aperta. Finché non vedo nella stampa italiana una vera democrazia
    scientifica realizzata con la PUBBLICAZIONE di TUTTE le vedute scientifiche
    qualificate, siano esse ortodosse e no, confermo che in Italia esiste una
    dittatura scientifica con conseguenze gravi tipiche di tutte le dittature.
    Lettore: quello che stiamo trattando è la vita dei tuoi figli e nipoti
    devastata da eventi climatici sempre piú catastrofici. In queste condizioni,
    vogliamo rinunciare alle nostre responsabilità senza rischiare pesanti accuse
    etiche e severe condanne future?

    D. Allora, cosa consiglia alla stampa italiana?

    R. Consiglio alla stampa italiana di finirla col servilismo ad interessi
    einsteniani organizzati e di fare il suo dovere presentando agli italiani tutti
    i punti di vista qualificati. È tutto lì. Einstein è stato un bellissimo
    episodio della scienza il cui valore non è qui in discussione. Quello che gli
    italiani hanno il diritto di sapere è che, com’è il caso per tutte le teorie
    scientifiche di tutti i tempi, anche le teorie einsteniane hanno le loro chiare
    limitazioni, perché da queste limitazioni oggi dipende la concezione e sviluppo
    di nuove energie e carburanti puliti di cui il nostro pianeta ha tanto bisogno.
    Da notare che, per definizione, un’energia può essere definita come “nuova” se
    e solo se non è prevista da teoria einsteniane. Da notare anche che ormai sono
    numerose le voci dissidenti anche altamente qualificate, le quali però sono
    note solo in ambienti tecnici e non hanno ancora raggiunto il pubblico.

    D. In sostanza, lei Prof. Santilli ce l’ha proprio con Einstein!

    R. Al contrario, io ho sempre lodato Einstein nei miei lavori, chiamando la
    consistenza assiomatica della relatività ristretta “majestic” (maestosa). Tutti
    i problemi etici e scientifici contemporanei NON sono causati da Einstein, ma
    dai suoi seguaci che si appoggiano al suo nome per avere credibilità. Gli
    articoli d’Einstein sono seri perché identificano con chiarezza le condizioni d’
    applicabilità che, come detto prima, sono quelle di particelle ed onde
    elettromagnetiche muoventesi nel vuoto. Da questo, i seguaci d’Einstein hanno
    esteso l’applicazione delle sue teorie a tutto l’universo in una maniera non
    scientifica perché fatta SENZA esprimere le limitazioni ed approssimazioni
    consequenziali.

    D. Ci dia una veduta d’insieme delle limitazioni delle teorie einsteniane
    secondo il suo punto di vista.

    R. Innanzi tutto, le teorie einsteniane non sono in grado di dare una
    rappresentazione consistente dell’ANTIMATERIA a livello CLASSICO per tanti
    motivi, per esempio, il fatto che esse hanno un solo canale di quantizzazione
    perciò l’immagine quantistica può solo essere quella di una particella col
    segno della carica sbagliata, ed assolutamente non quello di un’antiparticella
    (tecnicamente è impossibile avere una coniugazione di carica mediante la
    quantizzazione). Siccome è possibile che metà dell’universo possa essere
    composto d’antimateria, essendo questa la sola ipotesi che spieghi non solo l’
    espansione, ma anche l’accelerazione dell’espansione dell’universo data la
    previsione dell’antigravità tra materia ed antimateria, per fare della scienza
    fuori dalla politica dobbiamo cominciare con la rimozione dalle teorie
    einsteniane classiche di metà dell’universo. Restringendo il campo alla
    materia, si sa da decenni che le teorie einsteniane non sono applicabili a
    SISTEMI INTERNI sia classici sia quantistici per tantissimi motivi. Quindi,
    rimuoviamo dall’universalità presunta delle teorie einsteniane tutti i problemi
    di STRUTTURA quando i costituenti sono a distanze di contatto, come quelli
    delle molecole, stelle, nuclei, adroni, ecc. Siamo, però, solo alla superficie
    delle limitazioni. Le teorie einsteniane sono reversibili nel tempo in tutta la
    loro struttura. Per questo funzionano bene per le condizioni identificate da
    Einstein, come elettroni in orbita attorno ai nuclei, particelle negli
    acceleratori, ecc, eventi che sono tutti reversibili.

    Ma la stragrande maggioranza degli eventi nell’universo sono IRREVERSIBILI,
    come stabilito dalla termodinamica ed entropia. Quindi, tutti i processi
    irreversibili vanno eliminati dall’universalità presunta delle teorie
    einsteniane. Com’esempio concreto, qualunque trattazione della fusione fredda
    con teorie compatibili con quelle einsteniane è pura politica perché le
    reazioni nucleari sono strettamente irreversibili, mentre le leggi einsteniani
    sono strettamente reversibili, con conseguenti seri problemi d’etica per
    politici che danno denaro pubblico per ricerche ristrette ad obbedire alle
    leggi einsteniane, mentre dovrebbero fare l’opposto, ossia dare soldi pubblici
    per la fusione fredda a condizione che le ricerche proposte NON siano
    compatibili con le leggi einsteniane. Notare che l’eliminazione delle leggi
    einsteniane per la fusione fredda a causa della loro reversibilità è
    sufficiente, per se, prima d’entrare in aspetti tecnici, ad eliminare l’uso
    della meccanica quantistica a causa della simbiosi profonda tra leggi
    einsteniane e quelle quantistiche. Inoltre, è noto ad esperti per essere tali
    che le leggi einsteniane possono solo trattare sistemi RIGIDI e sono
    strettamente incompatibili con la teoria dell’elasticità per motivi tecnici che
    la sua simmetria di base, quella delle rotazioni, si applica notoriamente solo
    a sistemi rigidi. Noi abbiamo una vita finita, ossia in nostro corpo
    costituisce un sistema strettamente irreversibile e, per fortuna, possiamo
    camminare, ossia le nostre gambe obbediscono alle leggi delle deformazioni.

    Quindi, se il nostro corpo veramente obbedisse alle leggi einsteniane, noi
    saremmo perfettamente eterni e perfettamente rigidi! Ne consegue che tutto il
    MONDO BIOLOGICO va completamente eliminato da qualunque sogno di trattazione
    con leggi einsteniane e, quindi, quantistiche. Eppure la stragrande maggioranza
    delle ricerche biologiche fatte in Italia e nel mondo sono finanziate solo se
    basate sulle leggi einsteniane e quantiche. Come mai? Perché la stampa non ha
    presentato al pubblico le loro limitazioni! Quella è la radice della cancrena,
    né posso usare parole piú moderate a causa della differenza veramente abissale
    tra l’universalità con cui le leggi einsteniane sono presentate dalla stampa
    italiana e mondiale, ed il settore estremamente limitato in cui dette leggi
    sono valide. Da indicare infine, come ho sempre indicato nei miei scritti, che
    parlare di “violazione” delle leggi d’Einstein nei settori indicati non è
    scientifico perché Einstein NON concepì le sue teorie per detti settori (per
    esempio, l’antimateria era ancora da concepire ai tempi della formulazione
    della relatività ristretta). Per essere scientificamente corretti bisogna
    quindi parlare di “inapplicabilità” delle teorie einsteiniane per il
    trattamento classico dell’antimateria, sistemi interni, sistemi irreversibili,
    strutture biologiche, ecc.

    D. Ma lei è il solo ad avere queste vedute?

    R. Penso che io sia stato il primo a condurre uno studio sistematico di tutte
    le limitazioni delle leggi einsteniane e quantistiche. A parte ciò, ci sono
    tantissime voci autoritarie che sostengono queste limitazioni perché la verità
    scientifica non si può negare e poi pretendere d’esseri scienziati. Per
    esempio, il gran filosofo della scienza inglese, Karl Popper, nel suo ultimo
    libro espresse una grande approvazione ai miei studi per la generalizzazione
    delle leggi quantistiche ed einsteiniane; il noto fisico americano Micho Kaku
    ha scritto vari libri sulle limitazioni delle teorie del secolo; la lista di
    voci autorevoli è proprio lunga.

    D. Passiamo allora ad un’identificazione di limitazioni piú specifiche delle
    leggi quantistiche ed einsteniane, cominciando dalla chimica, e pregandola di
    mantenere le sue risposte ad un livello comprensibile a tutti.

    R. Io sono un “formula man”, ossia sono qualificato ad esprimere le idee con
    formule, come necessario per le scienze quantitative e non ho capacità
    divulgative. Ciononostante, farò del mio meglio. La scelta della chimica è un
    ottimo punto di partenza perché limitazioni chiare a questo livello diventano
    piú nebulose a livello nucleare e particellare. Come tutti sanno, le leggi
    quantistiche ed einsteniane hanno rappresentato la struttura di UN atomo d’
    idrogeno in una maniera veramente incredibile con esattezza valida fino a
    qualunque cifra decimale desiderata. Ciononostante, quando si mettono insieme
    DUE atomi d’idrogeno nella sua molecola, le leggi quantistiche ed einsteniane
    sono semplicemente approssimate perché, in un secolo di tentativi falliti e l’
    uso di grandi somme di denaro pubblico, dette leggi non sono in grado di
    rappresentare circa il 2% dell’energia di legame della molecola piú piccola al
    mondo, , con mancanze sempre più grosse per molecole più complesse.

    D. Ma, Prof. Santilli, una deviazione del 2% mi sembra abbastanza piccola?

    R. Prima di tutto, la mancanza del 2% dei dati sperimentali è ampiamente
    sufficiente per stabilire di là da dubbi che le teorie einsteniane e la
    meccanica quantistica NON sono esatte per la chimica, aprendo cosí le porte
    alla ricerca di teorie piú adeguate. In secondo luogo, i nuovi carburanti
    puliti che ho studiato [1] dipendono in maniera cruciale proprio da una
    DEVIAZIONE dalle leggi einsteniane del 2%. In terzo luogo, una deviazione del
    2% non è per nulla piccolo. Circa una decina d’anni fa, una società pubblica
    americana mi chiese di fare dei calcoli termodinamici su certi prodotti sotto
    la condizione di usare la chimica quantistica per motivi finanziari-
    governativi. Io rifiutai per iscritto affermando che, se avessi accettato l’
    incarico, rischiavo cause penali per truffa da parte d’azionisti perché il 2%
    dell’energia di legame, corrisponde a circa 1000 Kcal/mole, mentre una reazione
    tipica, come quella della sintesi dell’acqua, rilascia circa 50 Kcal/mole.
    Quindi, LE LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTENIANE HANNO UN ERRORE IN TERMOCHIMICA DI
    VENTI VOLTE IL VALORE DA TRATTARE.

    D. Ma mi dicono esperti che la chimica moderna ha ormai rappresentato l’
    energia di legame delle molecole con grand’esattezza?

    R. Sì, è vero. Ma la rappresentazione è stata raggiunta mediante lo
    “screening” della legge di Coulomb, ossia la sua moltiplicazione per una
    funzione ad hoc senza origine fisica o chimica. Il problema è che questa legge
    di Coulomb diciamo alterata non ammette piú il quanto d’energia, poiché questo,
    come tutti sanno, esiste solo per orbite colombiane. Quindi, anche se il
    raggiungimento di rappresentazioni piú accurate è vero, l’uso di parole come
    “chimica quantistica” è pura politica accademica per leggi di Coulomb
    schermate. In termini tecnici, la legge di Coulomb è un invariante di base
    delle leggi quantistiche ed einsteniane. Ne consegue che le leggi di Coulomb
    schermate possono solo essere raggiunte con trasformate nonunitarie, uscendo
    quindi dalle classi d’equivalenza della meccanica quantistica e relatività
    ristretta. Corre voce che non appena fu chiaro che la “schermatura” della legge
    di Coulomb implicava delle deviazioni dalle leggi quantistiche, gli interessi
    organizzati su Einstein fecero subito dare un premio Nobel in chimica per detta
    schermatura, e cosí la dominanza scientifica delle teorie einsteniane è
    continuata mediante metodi di controllo capillare che coinvolgono tutti i
    settori della scienza, della politica e dei mezzi mediatici. Questa è la
    situazione attuale della scienza.

    Un’illustrazione frequente delle pubblicazioni del Prof. Santilli illustrante
    l’impossibilità per le teorie d’Einstein e quindi la meccanica quantistica
    relativistica, d’essere estate per i nuclei, perché la simmetria alla base di
    dette teorie, quella di Poincarè, richiede una struttura di tipo planetario-
    atomico con nucleo Kepleriano, mentre i nuclei non hanno nuclei.

    D. Sono tutte queste le limitazioni delle leggi quantistiche ed einsteniane in
    chimica?

    R. Per carità, ce ne sono tantissime.Molte inconsistenze sono troppo tecniche
    per questa presentazione e riferisco il lettore interessato alla mia monografia
    dissidente pubblicata dalla Kluwer nel 2001 (un buon inizio del terzo
    millennio?) sulla “Chimica Adronica e sue Applicazioni ad Energie e Carburanti
    Puliti” [4]. La seguente limitazione strutturale è anche visibile a tutti. Una
    delle leggi della chimica quantistica è che gli elettroni di valenza mantengono
    la propria indipendenza, altrimenti non spiegherebbero la preservazione degli
    atomi nelle strutture molecolari. Ne consegue allora che LE LEGGI QUANTISTICHE
    ED EINSTENIANE PREVEDONO CHE TUTTE LE SOSTANZE SONO FERROMAGNETICHE,
    chiaramente perché, come s’insegna nei primi anni di fisica, quando si applica
    un campo magnetico esterno, le orbite degli elettroni si orientano all’unisono,
    risultando cosí in un disaccordo veramente vergognoso tra la chimica
    quantistica e la realtà, perché solo ALCUNE, sostanze sono ferromagnetiche.

    D. Qual è l’origine di queste inconsistenze?

    R. Nell’impossibilità delle leggi quantistiche ed einsteniane di permettere
    una rappresentazione adeguata della valenza. Va ricordato di nuovo che dette
    leggi furono concepite per PUNTI MATERIALI NEL VUOTO. Come tali, dette leggi
    vanno benissimo per descrivere l’elettrone in orbita nel vuoto attorno al
    protone nell’atomo d’idrogeno. Quando si passa alla molecola d’idrogeno, i due
    elettroni sono accoppiati in singoletto (con spin opposti per il principio di
    Pauli) a distante dell’ordine di un Fermi ( cm). In queste condizioni si ha la
    penetrazione mutua dei pacchetti d’onda degli elettroni, ossia un’interazione
    da contatto senza potenziale occorrente in un volume, cosa che è al di là di
    qualuque sogno di trattazione vera con le leggi quantistiche ed einsteniane,
    perché la loro matematica di base, cominciando con la topologia, può solo
    rappresentare un numero finito di punti isolati (“local-differential geometry
    and topology”).

    D. Cerchi di dire questi concetti in maniera più comprensibile.

    R. Il problema è che “il famoso professore Pinco Pallino dice e tutti ci
    credono”, ma la vera scienza non si fa sulla base dell’autorità scientifica, ma
    su quella dell’evidenza. Le parole “valenza” e tutte le sue varianti, come
    “covalenza” ecc. sono per me delle parole vuote di rigoroso contenuto
    scientifico, ossia quantitativo. Per chiarire, l’esistenza degli accoppiamenti
    degli elettroni di valenza è fuori discussione qui – basta toccarsi un dito per
    vedere come i suoi atomi sono accoppiati fortemente e per questo, quando
    esponiamo il dito al vento non si sbriciola in atomi, per nostra fortuna. Il
    problema per me è che IN TUTTI I TRATTATI DI CHIMICA ORTODOSSI IO NON HO MAI
    VISTO IL CALCOLO DELLA FORZA ATTRATTIVA. Per questo io non ho mai creduto alla
    chimica quantistica sin dai miei studi di specializzazione a Torino. Le
    ricerche basate solamente sulla chimica quantistica le faccio fare dagli altri.
    Da notare che SECONDO LE LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTENIANE L’ACCOPPIAMENTO DI
    VALENZA NON DOVREBBE ESISTERE PERCHÉ DUE ELETTRONI SI DOVREBBERO RESPINGERE
    AVENDO LA STESSA CARICA. Da notare anche che la nuova chimica adronica, per
    prima cosa, ha identificato la FORZA ATTRATTIVA tra gli elettroni di valenza,
    proprio grazie alla nuova interazione di contatto dovuta alla penetrazione
    mutua dei pacchetti d’onda a distanze ravvicinate, ed ha prodotto uno dei
    risultati scientifici di cui vado più orgoglioso: la prima rappresentazione
    quantitativa, numerica ed invariante nella storia della chimica dell’energie di
    legame molecolari ed altre caratteristiche molecolari che sono esatte fino a
    qualunque cifra decimale desiderata.

    D. Ma allora lei non crede alla chimica quantistica?

    R. Mi permetta di “delucidare con chiarezza” che la validità della chimica
    quantistica è fuori discussione, come stabilita da contributi alla società di
    natura semplicemente storica. L’aspetto qui trattato è che LA CHIMICA
    QUANTISTICA È SEMPLICEMENTE APPROSSIMATA e, quindi, può essere sorpassata da
    una chimica più accurata. seri problemi di natura etica e sociale, lasciamo
    stare scientifica, emergono qualora INTERESSI ACCADEMICI-POLITICI IMPONGONO CHE
    LA CHIMICA QUANTISTICA È ASSOLUTAMENTE ESATTA INVECE DI ESSERE SOLO
    APPROSSIMATA. INFATTI, NUOVE ENERGIE E CARBURANTI PULITI ORMAI IN SVILUPO
    INDUSTRIALE NEL MONDO DIPENDONO PROPRIO DAL COMPLETAMENTO DELLA CHIMICA
    QUANTISTICA IN UNA TEORIA PIÚ ACCURATA (vedasi il sito [1] e siti lì citati per
    i dettagli).

    Un’illustrazione concettuale della penetrazione mutua dei pacchetti d’onda
    degli elettroni in accoppiamenti di valenza, condizione al di là delle leggi
    einsteniane e quantistiche perché queste rappresenterebbero i due elettroni
    come due punti a distanza. Da notare che le due sfere sovrapposte come in
    questa figura sono state il simbolo dell’Institute for basic Research, di cui è
    presidente il Prof. Santilli, sin dalla sua fondazione nel 1983. Da allora una
    nuova chimica è nata, la chimica adronica [4] che ammette la chimica
    quantistica come caso particolare semplice a distanze mutue degli elettroni
    tale da rendere ignorabili la sovrapposizione dei loro pacchetti d’onda.

    D. Ci dica qualcosa sulla nuova specie chimica magnecolare da lei scoperta e
    la sua applicazione a nuovi carburanti puliti da lei scoperti.

    R. Molto brevemente, il problema di base dell’inquinamento atmosferico è dato
    dal fatto che il legame di valenza è troppo forte, perciò la combustione non è
    completa. Infatti, le emissioni degli HC nei fumi di scarico della benzina e
    del diesel, oggi riconosciuti essere cancerogeni dall’Environmental Protection
    Agency americana, sono letteralmente dei pezzi delle molecole del carburante
    originario. Il problema era quindi quello di trovare una NUOVA SPECIE CHIMICA
    IL CUI LEGAME ASSOLUTAMENTE NON ERA DI VALENZA MA PIÙ DEBOLE onde permettere la
    combustione completa. Dopo anni di ricerche e la spesa di oltre un milione di
    dollari di finanziatori americani ed italiani, la soluzione diede luogo alla
    scoperta di una nuova specie chimica che io chiamai “magnecolare” [4] onde
    differenziarla da quella “molecolare”. Oggi esistono già vari carburanti a
    struttura magnecolare, tra cui il MagneGas citato prima, il MagneIdrogeno, l’
    HHO, ed altri. L’importanza pratica di questi carburanti nuovi è che la benzina
    c’è e rimarrà. Per questo l’obiettivo industriale immediato della chimica
    adronica NON è quello di rimpiazzare la benzina, bensí quello di trovare nuovi
    ADDITIVI ALLA BENZINA tali da renderla ecologicamente accettabile. Chiaramente
    nel futuro si può avere un rimpiazzamento della benzina poiché il MagneGas NON
    richiede il petrolio per la sua produzione, mentre la Cina sta programmando la
    costruzione di un miliardo di nuove auto che assorbiranno tutto il petrolio
    disponibile. Studi secondo queste nuove linee sono in vari e vari paesi ma, per
    mia conoscenza, non ancora in Italia.

    Una foto del Prof. Santilli alla guida di una Ferrari 308 GTSi convertita al
    funzionamento a MagneGas in prova alla pista di Moroso in Florida le cui
    emissioni sorpassano tutte le normative d’emissione senza la marmitta
    catalitica. In particolare, questa Ferrari fu equipaggiata con un limitatore di
    giri in vista dell’alto numero d’ottani del MagneGas ed opera ad una
    temperatura inferiore di circa un terzo a quella della benzina poiché il 50%
    dei fumi di scarico del MagneGas è dato da vapori d’acqua. Nel gennaio 2001 il
    Prof. Santilli mandò il rapporto disponibile nel sito [15] alla Ferrari (come
    cliente) e per copia alla Fiat raccomandando la considerazione del MagneGas
    come parte di una riorganizzazione industriale abbastanza evidente a distanza,
    consistente in particolare nel fatto che auto funzionanti a MagneGas erano già
    in produzione alla Fiat, mentre i Concessionari Fiat potevano diventare
    PRODUTTORI DI CARBURANTE quando equipaggiati con un reattore adronico MagneGas.
    Siccome, come tutti sanno i profitti maggiori ed a termini più lunghi si fanno
    con i carburanti piuttosto che con le auto (vedasi i casi Rockefeller e Ford di
    un secolo fa), la possibilità di Concessionari di diventare produttori di
    carburante pulito e competitivo sulla benzina avrebbe chiaramente reso
    preferibile la vendita delle auto Fiat su altre. Un cenno di ricezione, né la
    Ferrari né la Fiat, lo mandarono e lasciamo stare di ringraziamento per la
    ricezione del rapporto [15], per questo il Prof. Santilli ritiene che “la Fiat
    è in uno stato di decadimento industriale programmato, ossia specificatamente
    voluto”.

    D. Passiamo alle limitazioni delle leggi quantistiche ed einsteniane nella
    fisica nucleare.

    R. La situazione in fisica nucleare è simile a quella in chimica. Le centrali
    nucleari basate sulla meccanica quantistica funzionano. Allora una credenza
    molto diffusa nella gente, oltre che negli scienziati (incluso i premi Nobel
    che conosco) è che la meccanica quantistica è esattamente valida per le
    strutture nucleari e tutte le vedute dissidenti vanno stroncate col discredito.
    La realtà scientifica è immensamente diversa da queste credenze di politica
    scientifica. La relatività ristretta è basata sulla simmetria di Poincarè, la
    quale, com’è noto ad esperti per essere definiti tali, è valida per sistemi
    Kepleriani, ossia sistemi di tipo planetario o atomico in cui i costituenti
    orbitano attorno al nucleo in orbite stabili senza collisioni. Ne consegue di
    nuovo il valore esatto delle leggi einsteniane, e quindi della meccanica
    quantistica relativistica, per la struttura dell’atomo d’idrogeno. Chiarito
    ciò, LA CREDENZA DEL CARATTERE ESATTO DELLA RELATIVITÀ RISTRETTA, E QUINDI
    DELLA MECCANICA QUANTISTICA PER STRUTTURE NUCLEARI È PURA CORRUZIONE
    SCIENTIFICA QUANDO FATTA DA ESPERTI PERCHÉ “I NUCLEI NON HANNO NUCLEI”. Ossia,
    sistemi interni come i nuclei non hanno una struttura Kepleriana. Allora, i
    veri motivi di validità delle teorie einsteniane per la struttura atomica
    diventano motivi per la mancanza del loro valore esatto per i nuclei. Ne
    consegue quindi la necessità, su basi scientifiche vere di là della politica
    scientifica, che la fisica nucleare ha bisogno di una teoria più esatta di
    quella quantistica, in cui le simmetrie di base sono costruite per sistemi NON
    Kepleriani.

    D. Sono tutte qui le limitazioni delle leggi quantistiche ed einsteiniane
    nella fisica nucleare?

    R. Per carità, ho citato di sopra solo l’inizio di una vera e propria litania
    di vergogne scientifiche, vergogne perché soppresse spesso intenzionalmente
    dalla fisica ortodossa, intenzionalmente perché queste limitazioni sono note ad
    esperti veri. Per esempio, dopo un secolo di studi falliti e lo sciupo di un
    fiume di moneta pubblica, le leggi quantistiche ed einsteniane:

    I. non hanno potuto interpretare lo spin 1 del (ground state) del nucleo più
    piccolo, il deuterio (lo stato legato stabile di un protone ed un neutrone),
    perché lo stato stabile di due particelle di spin 1/2 come il protone ed il
    neutrone è il singoletto con spin 0, e non 1 come quello del deutone;

    II. non hanno potuto interpretare la stabilità del deuterio, perché il
    neutrone è naturalmente instabile con una vita media di circa 15 secondi, e non
    si conosce ancora perché, quando legato ad un protone, il neutrone diventa
    stabile;

    III. non hanno potuto interpretare il momento magnetico del deutone, poiché
    rimane ancora la deviazione di circa 1% con valori sperimentali nonostante
    tutte le correzioni relativistiche possibili.

    Quando poi si passa a nuclei più complessi, le limitazioni diventano ancora
    più serie, e quando si passa a nuclei pesanti, le divergenze delle leggi
    quantistiche ed einsteiniane dalla realtà fisica diventano veramente vergognose
    qualora le teorie sono dichiarate essere esatte.

    Un’illustrazione concettuale delle “magnecole Santilliane”, ossia della nuova
    specie chimica scoperta dal Prof. Santilli secondo cui gli atomi sono
    accoppiati a seguito dell’“appiattimento” delle orbite degli elettroni,
    tecnicamente chiamata polarizzazione toroidale, con conseguente creazione di un
    campo magnetico che a distanze ravvicinate è intensissimo. Da notare che le
    magnecole Santilliane costituiscono la sola nuova specie chimica scoperta dopo
    la scoperta delle molecole da parte d’Avogadro, Cannizzaro ed altri nella metà
    dell’ottocento.

    D. Allora lei non raccomanda piú studi quantistici per la fisica nucleare?

    R. Anche nella fisica nucleare, le leggi quantistiche ed einsteniane hanno
    permesso risultati scientifici erronei, che in ogni caso sono parte della
    storia. Di nuovo stiamo parlando del fatto che dette leggi sono solo
    approssimativamente valide in fisica nucleare. Anzi, le correzioni necessarie
    sono in genere piccole. Di nuovo, un problema scientifico e la costruzione di
    una GENERALIZZAZIONE delle leggi quantistiche ed einsteiniane che sia più
    accurata in fisica nucleare. È detta generalizzazione che è opposta in maniera
    a volte isterica da accademici in sentore di potere scientifico. Di nuovo
    stiamo parlando di correzioni le quali hanno implicazioni sociali molto serie
    perché esse permettono di concepire e trattare nuove energie pulite impensabili
    con leggi quantistiche ed einsteniane.

    D. Passiamo ora alle limitazioni delle leggi quantistiche ed einsteiniane
    nella fisica delle particelle.

    R. È mia opinione che la fisica delle particelle soffre oggi di un
    oscurantismo scientifico superiore, per implicazioni etiche e sociali, all’
    oscurantismo imposto dal Vaticano ai tempi di Galilei. Il problema è che in
    questo settore gli aspetti sono molto tecnici con conseguente impossibilità da
    parte della stampa di capire veramente a fondo le cose, perciò tutto è ridotto
    a potere scientifico, premi Nobel e cose del genere.

    D. Capisco le difficoltà tecniche. Ci dia, però, qualche esempio comprensibile
    a tutti.

    R. La teoria delle particelle è dominata oggi dal cosiddetto “standard model”,
    quello basato sulle simmetrie unitarie di SU(3) con i cosiddetti “colori” e
    “sapori” (nomi che NON ho dato io). È mia opinione, peraltro adottata dalla
    stragrande maggioranza dei fisici, inclusi quelli ortodossi, che DETTO MODELLO
    HA RAGGIUNTO LA CLASSIFICAZIONE FINALE DI TIPO MENDELEEVIANO DELLE PARTICELLE
    ELEMENTARI, ossia un risultato di carattere storico. Problemi scientifici ed
    etici emergono quanto lo stesso modello è assunto dare, non solo la
    classificazione di particelle in famiglie, ma anche la struttura di ciascuna
    particella di una data famiglia. È un pò come pensare che la classificazione di
    Mendelevi degli atomi sia sufficiente a dare anche la struttura di ciascun
    atomo di una data famiglia di valenza perciò la meccanica quantistica non sia
    necessaria, cosa fuori di qualunque valore scientifico.

    D. Ma dov’è il problema in questa rappresentazione congiunta della
    classificazione della struttura?

    R. Il problema è dato dalla credenza consequenziale che i famigerati quarchi
    sono particelle fisiche nel nostro spaziotempo. Lì è la cancrena scientifica
    con conseguenze negative molto serie per nuove energie pulite. Nella realtà, i
    quarchi sono delle rappresentazioni puramente matematiche di una simmetria
    puramente matematica definito in una spazio unitario a valori complessi anche
    puramente matematico che non hanno nessuna connessione possibile con il nostro
    spaziotempo (tecnicamente a causa del teorema di O’Rafearthaigh che proibisce
    una connessione tra spazi unitari-complessi interni e spaziotempo). Inoltre, i
    quarchi NON possono essere definiti con la simmetria spaziotemporale di base,
    quella di Poincarè. Devo continuare? La realtà scientifica al di fuori della
    politica scientifica diventerebbe proprio vergognosa. Ne consegue che QUALUNQUE
    OPINIONE CHE I QUARCHI SONO DELLE PARTICELLE FISICHE NEL NOSTRO SPAZIOTEMPO E
    COMPLETAMENTE FUORI DELLA REALTÀ FISICA.

    D. Ma che cosa implica l’impossibilità per i quarchi di essere definiti nello
    spaziotempo?

    R. Implica l’impossibilità per i quarchi di avere un’attrazione gravitazionale
    perché, come deve essere ben noto ad esperti per essere tali, la gravità è
    solamente definibile nello spaziotempo, mentre i quarchi sono solamente
    definibili nello spazio unitario interno a valori complessi. Ne consegue che
    qualora i quarchi siano i costituenti fisici reali degli adroni, durante la
    premiazione col Nobel data per le teorie dei quarchi, i destinatari del premio
    avrebbero dovuto volare nella sala come fantasmi per la mancanza di gravità.

    D. Ci sono anche altri problemi nella struttura delle particelle secondo il
    modello standard?

    R. Troppi. I quarchi non sono stati osservati in laboratorio nonostante le
    altissime energie raggiunte fino ad ora, perciò essi devono essere
    permanentemente “confinati” nell’interno degli adroni. Il problema è che il
    confinamento è stato politico e non scientifico fino ad ora a causa del
    principio d’indeterminazione di Heisenberg, un pilastro delle leggi
    quantistiche assunte come base, secondo cui, qualunque esso sia, un modello a
    quarchi ammette una probabilità finita che un quark sia libero fuori dell’
    adrone, come suggerisco a qualunque studente del dottorato di ricerca di
    verificare con calcoli espliciti. A parte tutto ciò, il modello a quarchi è
    stato capace di rappresentare la massa delle particelle, risultato che è una
    conseguenza delle loro classificazioni mediante spettri appunto di massa, ma
    dal punto di vista strutturale il modello a quarchi è stato incapace di
    rappresentare proprietà veramente di base, come la dimensioni, lo spin ed il
    momento magnetico degli adroni. In altre parole, l’equazione di Scrödinger per
    l’atomo d’idrogeno è proprio un’equazione di STRUTTURA perché ha rappresentato
    TUTTI gli aspetti dell’atomo d’idrogeno e per questo l’accetto come tale,
    mentre il corrispondente per gli adroni concepiti come stati legati di quarchi
    manca e per questo io non posso accettare il modello standard come
    rappresentante la struttura degli adroni.

    D. Lei ha proprio il dente avvelenato contro i quarchi. Perché?

    R. Perché ritengo che I QUARCHI SONO IL NEMICO NUMERO UNO DEI PROBLEMI
    AMBIENTALI, perché la credenza politica che i quarchi sono particelle fisiche
    nel nostro spaziotempo crea grandi problemi di natura etica e sociale. Le
    strutture molecolari, atomiche e nucleari hanno dato contributi immensi all’
    umanità PERCHÉ I LORO COSTITUENTI POSSONO ESSERE SEPARATI E PRODOTTI ALLO STATO
    LIBERO. NE CONSEGUE CHE LA VERA CONCEZIONE DEI QUARCHI COME PARTICELLE
    PERMANENTEMENTE CONFINATE NELL’INTERNO DEGLI ADRONI IMPEDISCE QUALUNQUE
    APPLICAZIONE PRATICA DELLA FISICA DELLE PARTICELLE ELEMENTARI. Infatti, oggi
    sappiamo bene che modelli di struttura degli adroni con particelle veramente
    fisiche come costituenti tali da raggiungere la compatibilità con la
    classificazione SU(3), permettono infatti nuove energie pulite, note oggi come
    ENERGIE ADRONICHE, ossia energie originanti nell’interno degli adroni, come il
    neutrone. Per questi motivi ecologici quando io ero a Harvard i miei disaccordi
    con i miei ex-colleghi premi Nobel Shelly Glashow e Steven Weinberg,
    raggiungevano Harvard Square.

    D. Ma lei è il solo a dissentire contro tanta autorità scientifica?

    R. Per carità, la maggioranza numerica dei fisici che non dipendono
    finanziariamente dai quarchi non credono che detti quarchi sono particelle
    fisiche e lo ammettono pubblicamente, com’è il caso delle centinaia di
    scienziati che hanno partecipato ai nostri congressi ed a molti altri congressi
    internazionali non-ortodossi. Da dire che, quando ero a Havard, lo scopritore
    dei quarchi, Murray Gell-Mann, mi confessò privatamente che non credeva che i
    quarchi fossero particelle fisiche e quando la sua opinione era richiesta
    durante i suoi seminari, si esprimeva dicendo che, come quantità puramente
    matematiche, i quarchi sono necessari per la classificazione degli adroni,
    opinione che condividevo in pieno, mentre evitava di assumere una posizione
    sulla loro realtà.

    D. Ci sono altri problemi nella fisica particellare?

    R Troppi, ciascuno con implicazioni etiche e sociali veramente serie. Se ho
    posto la mia reputazione sull’affermazione che la fisica delle particelle è
    oggi in uno stato d’oscurantismo superiore a quell’imposto dal Vaticano ai
    tempi di Galilei, creda pure, ho molte giustificazioni. Una delle tante è la
    consuetudine ormai accettata nella fisica ortodossa di aggiungere parametri “to
    fix things”, ossia per fittare i dati sperimentali, e poi naturalmente
    dichiarare che le leggi quantistiche ed eisteiniane sono esatte nel caso
    considerato. Come un esempio che posso solo qualificare come allucinante, cito
    l’annichilazione di un protone ed un antiprotone ad alte o basse energie e la
    conseguente correlazione della “shower” di pioni emessi (evento tecnicamente
    noto come Bose-Einstein correlation). In questo caso fisici ortodossi sono
    costretti ad introdurre, non uno ma ben QUATTRO PARAMETRI ARBITRARI DI NESSUNA
    ORIGINE FISICA, chiamati “parametri di caoticità”, e poi dichiarare le leggi ad
    essere esatte. Il caso va denunciato come vergognoso perché QUESTI PARAMETRI
    RAPPRESENTANO PROPRIO LA DEVIAZIONE DELLA BOSE-EINSTEIN CORRELAZIONE DALLE
    LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTENIANE, come dimostrato da teorie alternative. Il
    culmine della vergogna è che questi parametri sono in violazione diretta dei
    veri assiomi di base della meccanica quantistica, tecnicamente espressi dal
    fatto che l’assioma quantistico dei valori d’aspettazione di un’osservabile può
    solamente dare matrici diagonali, mentre è noto ad esperti che per essere tali
    la correlazione richiede necessariamente valori NON-diagonali, ossia FUORI
    DELLE LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTEINIANE.

    D. Quali sono le implicazioni sociali di queste controversie?

    R. Immense. La vita dei nostri figli e nipoti ne può dipendere. Ci sono varie
    nuove energie pulite previste da GENERALIZZAZIONI delle teorie einsteiniane,
    alcune addirittura verificate sperimentalmente in misura preliminare, i cui
    esperimenti sono sistematicamente soppressi ed i loro sostenitori vengono
    squalificati, grazie al controllo della stampa indicato prima, proprio sulla
    base che le leggi quantistiche ed einsteiniane sono esatte per tutte le
    condizioni particellari, mentre in realtà si tratta di vere e proprie azioni di
    un cartello scientifico di tipo Mussoliniano. Per questo ho scritto varie volte
    nei miei lavori che oggigiorno, all’inizio del terzo millennio, non è
    assolutamente possibile raggiungere degli avanzamenti veramente di base, e.g.
    di là d�Einstein, senza la considerazione congiunta di violazioni d’ETICA
    scientifica e sociale.

    D. Ci dica in parole sintetiche ma grafiche la radice della crisi delle
    particelle elementari.

    R. L’idea che la relatività ristretta, dopo essere stata provata essere
    esattamente valida per particelle muoventesi nel vuoto, come in un
    acceleratore, possa ugualmente essere valida nell’interno dei mezzi più densi
    misurati dall’uomo in laboratorio, come nell’interno del neutrone, è
    assolutamente pazza e ripugnante sotto qualunque processo razionale, a causa
    delle differenze abissali di condizioni fisiche tra particelle nel vuoto e le
    stesse particelle nell’interno di detti mezzi iperdensi. Se si vuol fare della
    scienza al servizio dell’umanità, invece che al servizio d’interessi personali
    chiaramente equivoci e contro interessi sociali, il problema da studiare è la
    GENERALIZZAZIONE delle leggi einsteiniane nel passaggio da moti nel vuoto a
    moti nei mezzi iperdensi nell’interno degli adroni, dei nuclei, e delle stelle.
    Ma la sola considerazione di una tale generalizzazione mette in dubbio i
    miliardi d’euro che sono spesi ogni anno in esperimenti particellari, tutti
    strettamente ristretti alla relatività d’Einstein. Da qui il lettore può
    immaginare l’opposizione a volte isterica da parte di laboratori particellari
    in odore d’autorità scientifica. Sta di fatto che tutte le proposte fatte dal
    sottoscritto oltre che da tanti altri fisici qualificati al CERN ed ad altri
    laboratori per una verifica sperimentale diretta senza “parametri aggiustanti”
    sono stati rigettati come “infondate”.

    D. Di fronte a problemi cosí gravi, com’è la situazione negli Stati Uniti?

    R. Ormai ci sono forze in atto che prevedo risolveranno la situazione alla
    maniera americana, ossia di fronte ad una giuria. Da chiarire che io non sono
    né l’iniziatore né un partecipante di queste azioni legali, perché io sono solo
    interessato a fare della ricerca innovativa. Il fatto è che il danno causato
    oggi dalla fisica alla società è troppo grave per essere tollerato. Siccome
    manca qualunque ombra d’auto-correzione da parte della fisica ortodossa,
    prevedo che oggigiorno il solo posto in cui si possono discutere avanzamenti di
    base, ossia di là d’Einstein, è di fronte ad una giuria perché in tale sede i
    fisici che usano una pletora di parametri arbitrari faranno attenzione prima di
    dichiarare che le leggi einsteiniane sono valide perché rischiano l’accusa d’
    appropriazione indebita di denaro pubblico. Allora forse la stampa capirà il
    danno immenso fatto alla società nel servire degli interessi di parte cosí
    pedissequamente.

    D. Queste cose nessuno le ha denunciate pubblicamente?

    R. Ci sono state tante denunce scritte, ma sono state tutte soppresse fino ad
    oggi a causa della complicità della stampa. In aggiunta a tanti autori
    coraggiosi, vorrei citare la denuncia che feci nel 1984 con il libro in inglese
    intitolato “IL GRANDE GRIDO” ed i suoi tre volumi di documentazione [7] che è
    rimasto sconosciuto al pubblico italiano. Perché? Perché la stampa italiana ne
    ha soppresso qualunque citazione, anche una piccola. Da dire che una casa
    editrice italiana mi invitò a tradurre questo libro in italiano e firmò anche
    un contratto per la stampa, ma… poi arrivarono le pressioni altolocate e questo
    libro non fu portato all’attenzione degli italiani. Questo episodio ha
    certamente servito gli interessi organizzati su Einstein, ma certamente no il
    pubblico italiano e la società umana in genere perché “Il Grande Grido” io lo
    scrissi proprio per le cose che stiamo discutendo ora, ossia per risolvere i
    problemi ambientali.

    D. Dopo un quadro cosí poco rassicurante della fisica odierna, passiamo ad
    aspetti costruttivi piú rassicuranti. Lei è conosciuto nel mondo scientifico
    come l’originatore e massimo contributore della meccanica adronica. Che cos’è
    questa nuova meccanica?

    R. Io decisi di dedicare la mia vita alle ricerche di fisica quando, come
    studente liceale in Italia, lessi nella stampa del tempo (che allora era,
    infatti, aperta al dissenso scientifico) l’opinione d’Einstein, espressa nel
    1935 alla Physical Review insieme ad altri fisici ebrei con grandi vedute come
    Podolski e Rosen, che “la meccanica quantistica è incompleta”. Da notare che il
    DUBBIO d’Einstein stimolò la mia fantasia, mentre l’insegna della fisica come
    teoria finale scoraggi la creatività. Dopo quarant’anni di ricerche posso dire
    che la meccanica adronica è, infatti, un completamento della meccanica
    quantistica proprio secondo la visione d’Einstein, Podolski e Rosen. La
    meccanica adronica può anche essere interpretata, su questi aspetti
    epistemologici e storici, come una realizzazione concreta delle “variabili
    nascoste” scoperte da un altro fisico ebraico di gran respiro scientifico,
    David Bohm ed altri. Uno dei motivi per i quali ho accettato quest’intervista è
    quella di seguire, nel mio piccolo, l’insegnamento d’Einstein e Podolski, Rose,
    Bohm e tanti altri fisici illustri della prima metà del secolo scorso,
    esprimendo DUBBI sulla nostra conoscenza attuale, nella speranza che questi
    dubbi possano stimolare, come ho spesso scritto, “menti giovani di tutte le
    età”.

    D. In che senso la meccanica adronica “completa” quella quantistica?

    R. La risposta è purtroppo tecnica e non sono in grado di divulgarla. La
    meccanica quantistica può solo rappresentare particelle puntiformi con
    interazioni a distanza derivanti da potenziale, restrizioni che tecnicamente
    sono realizzate con la rappresentazione del sistema solo mediante una
    Lagraniana oppure un’Hamiltoniana ed un’evoluzione temporale caratterizzata da
    trasformate unitarie negli spazi di hilbert su numeri convenzionali. Il
    completamento della meccanica quantistica mi fu ispirato dalla lettura dei
    lavori originali di Lagrange scritti in Italiano a Torino, mentre frequentavo
    la scuola di specializzazione in fisica teorica proprio all’Università di
    Torino. Lagrange, infatti, scrisse chiaramente che l’universo NON è interamente
    riducibile ad interazioni derivanti da potenziale, e per questo introdusse
    nelle sue celebri equazioni analitiche i “termini esterni” rappresentanti forze
    da contatto che, essendo a range nullo, non sono derivabili da potenziale.
    Posso quindi affermare che la meccanica adronica è un completamento della
    meccanica quantistica con l’aggiunta di forze di contatto le quali, non
    ammettendo una rappresentazione lagrangiana o hamiltoniana, implicano un’
    evoluzione temporale caratterizzata da trasformate NON-unitarie. A quel tempo,
    parliamo degli anni sessanta, avevo completamente rigettato la chimica
    quantistica come teoria finale della chimica, ed andavo alla ricerca di una
    rappresentazione matematica consistente delle interazioni di contatto
    occorrente nell’accoppiamento d’elettroni di valenza.

    D. Pensa che un tale completamento non sia stato semplice?

    R. Ha, infatti, richiesto decenni di studio per raggiungere vera maturità
    scientifica. Cominciai con lo studio, come mia tesi di specializzazione nel
    1967, della generalizzazione strutturale delle algebre alla base delle teorie
    Einsteniane, le algebre di Lie con prodotto AB – BA dove A e B sono delle
    matrici, mediante le algebre Lie-ammissibili [8] con prodotto pAB – qBA dove p
    e q sono dei parametri non-nulli. Poi generalizzai il prodotto nella versione
    la più generale possibile APB – BQA, dove P e Q sono delle matrici
    nonsingolari. L’idea di base era che le forze nonpotenziali sono rappresentate
    proprio dalla deviazione (chiamata mutazione) dalle algebre di Lie, ossia dalle
    matrici P e Q. Siccome nel 1967 l’istituto di Fisica dell’Università di Torino
    era dominato da teorie einsteiniane e quindi dalle algebre di Lie, lo studio
    delle algebre Lie-ammissibili mi fece chiudere tutte le porte accademiche ed a
    me non restò altra possibilità che lasciare l’Italia. Da allora non ho messo
    più piede all’Istituto di Fisica dell’Università di Torino, e non intendo
    tornarci per il resto dei miei giorni, anche se vengo in Italia almeno due
    volte l’anno. In seguito nel 1986 Biedenharn [9a] e Macfarlaine [9b]
    pubblicarono nel 1986 le deformazioni con prodotto piú semplice AB – qBA ma
    senza la citazione della loro origine nei miei lavori [8] vent’anni prima,
    anche se Larry Biedenharn n’era a piena conoscenza perché alcuni anni prima
    avevamo fatto insieme una domanda per ricerche governative proprio sulle mie
    deformazioni Lie-ammissibili pAB – qBA, ed i lavori [8] li avevo mandati io a
    Macfailane.

    Ne segui un vero fiume di migliaia d’articoli nessuno dei quali citò la mia
    originazione del 1967 con la piena complicità degli editori informati da me di
    detta priorità e per questo sono stato chiamato “il fisico più plagiato del
    secolo”. Il lettore dovrebbe sapere perché me ne sono stato tranquillo di
    fronte a tanto malcostume scientifico, pur avendo una reputazione mondiale di
    tener testa a premi Nobel. Il motivo, abbastanza ironico, è che non volevo
    vedere il mio nome associato come l’originatore di teorie che, nel frattempo,
    avevo capito essere totalmente sballate dal punto di vista fisico e matematico
    perché non erano invarianti, ossia prevedevano numeri diversi sotto condizioni
    fisiche identiche, ma a tempi diversi, con conseguenti inconsistenze oggi note
    essere catastrofiche (vedasi la memoria [10] e referenze citate).

    D. Come risolse questi problemi di consistenza?

    R. Durate i miei studi universitari a Napoli, ebbi come professore di
    matematica il grande Caccioppoli, di cui io fui uno dei suoi ultimi allievi
    prima del suo suicidio. Caccioppoli, di cui mantengo sempre tantissimi ricordi,
    m’inculcò l’amore per la matematica diciamo a magliate sulla lavagna con pezzi
    di gesso schizzanti dovunque. Geni delle dimensioni di Caccioppoli ti cambiano
    la vita, quando ne sei a contatto vicino. Dopo aver speso decenni a cercare
    senza successo una matematica adatta per la risoluzione delle inconsistenze
    fisiche e matematiche catastrofiche delle formulazioni nonunitarie, come quelle
    Lie-amissibili, l’insegnamento di Caccioppoli mi diede forza. Una matematica
    per la trattazione invariante del completamento della meccanica quantistica di
    tipo nonunitario semplicemente non esisteva ed andava costruita. A quel tempo
    ero a Harvard e, siccome con i colleghi fisici come Sidney Coleman, Steven
    Weinberg (che poi passò all’Università del Texas a Huston) e Shelly Glashow
    avevo sì rispetto, ma disaccordi assolutamente irriconciliabili, ebbi il grande
    onore nel 1978 di essere accettato, nonostante fossi un fisico teorico, al
    famoso Dipartimento di Matematica dell’Università di Harvard dove formulai le
    nuove matematiche oggi note nel mondo scientifico come le “matematiche
    Santilliane isotopiche, genotopiche ed iperstrutturali per la materia e le loro
    isoduali per l’antimateria”, studi che condussi grazie a cinque grants della
    DOE naturalmente amministrati dall’Università di Harvard, e su cui ci sono
    state già pubblicate varie monografie post PhD [11]. Da notare, come l’
    illustrazione delle difficoltà raggiunse la maturità matematica e quindi fisica
    solo nel 1996, in una memoria pubblicata dal Circolo Matematico di Palermo
    [12], a seguito della quale pubblicazione feci un vero e proprio pellegrinaggio
    a Palermo con mia moglie Carla per esprimere il mio apprezzamento all’Editore
    Vetro per la sua estrema professionalità editoriale, oltre che indipendenza da
    interessi scientifici che semplicemente onora la Sicilia.

    D. Qual è l’idea di base di queste matematiche nuove?

    R. Il problema è quello di rappresentare le dimensioni generalmente
    nonsferiche delle particelle e le forze non derivabili da potenziale in una
    forma invariante come quella delle forze da potenziale. Dopo tanti tentativi
    falliti – e mai pubblicati – la risposta fu una sola: rappresentare dimensioni
    e forze non derivabili da potenziale mediante una generalizzazione dell’unità,
    dal valore triviale 1 datante da tempi biblici, ad un valore non singolare ma
    arbitrario. Questa selezione è unica perché dettata dal fatto che, sia essa
    triviale oppure generalizzata, l’unità è l’invariante di base di qualunque
    teoria. La generalizzazione dell’unità richiese evidentemente la
    generalizzazione del prodotto convenzionale, con conseguente generalizzazione
    della totalità della matematica che conoscevo, incluso le funzioni elementari
    di seno e coseno, lasciamo stare gli spazi di Hilbert della meccanica
    quantistica. Questo illustra che il 90% del tempo che ha richiesto la
    costruzione della meccanica adronica è stato speso nella matematica. Una volta
    raggiunta la consistenza assiomatica, le applicazioni fisiche sono state
    rapidissime. Da notare che ci avviciniamo alla fusione fredda dove, per
    raggiungere valori industriali, bisogna rappresentare in maniera consistente
    nuclei con dimensioni reali ed il loro contatto, cosa impossibile per la
    meccanica quantistica giacché questa fa l’astrazione filosofica dei punti in un
    insieme di punti isolati rappresentanti quarchi senza gravità fuori dello
    spaziotempo.

    D. Ci dia degli esempi dei numeri Santilliani isotopici, genotopici ed
    iperstrutturali.

    R. Supponiamo che siamo stanchi del valore triviale dell’unità 1 e vogliamo
    una teoria con l’unità generalizzata chiamata isotopica, per esempio E = 1/5.
    Allora bisogna cambiare il prodotto dei numeri 2×3 nella forma 3*3 = 2x5x3
    perché solo allora E = 1/5 verifica gli assiomi dell’unità, ossia, e*n = n*E =
    E per tutti i numeri possibili n (vedasi la memoria [13] per trattamento
    matematico). Allora 2*3 = 30 ed il numero 4 diventa primo e si ha una serie di
    conseguenze nontriviali che costituiscono la nuova branca della matematica oggi
    chiamata teoria degl’isonumeri Santilliani [11e]. Nelle applicazioni fisiche, l’
    isounità E è data da una matrice che rappresenta le dimensioni reali delle
    particelle considerate, moltiplicata per una funzione rappresentante le forze
    di contatto. Nei genonumeri si hanno due unità diverse, una per il prodotto a
    destra ed uno per quello a sinistra perciò il prodotto 2>3 è non solo diverso
    da 6, ma anche diverso da 23 e 2<2 danno luogo ad un insieme di valori. Introdussi gli
    ipernumeri nella speranza che potevano essere utili per capire, un giorno
    lontano, il codice del DNA dove, a parte la necessità dell’irreversibilità che
    esclude l’uso dei numeri triviali, l’associazione di due atomi, rappresentata
    matematicamente dalla moltiplicazione, può dar luogo ad un organo con miliardi
    e miliardi d’atomi, avendo cosí; proprio un’iperstruttura intesa come struttura
    a molti valori. Ho scritto molte volte nei miei lavori che non ci può essere
    fisica veramente nuova senza matematica nuova, e non ci può essere matematica
    veramente nuova senza numeri nuovi perché i numeri sono alla base di tutta la
    conoscenza umana.

    D. Quali verifiche sperimentali ha ricevuto la meccanica adronica?

    R. Oggigiorno la meccanica adronica ha numerose verifiche sperimentali nella
    fisica delle particelle, fisica nucleare, superconduttività, chimica,
    astrofisica e cosmologia (per brevità vedasi il volume [5c] e [14]).

    D. Quali applicazioni industriali sono già state realizzate con la meccanica
    adronica?

    R. Non solo l’origine della meccanica ma tutte le sue parti principali sono
    state motivate da nuove applicazioni industriali concrete. Per esempio, gli
    isonumeri Santilliani sono oggi usati per una generalizzazione dei
    crittogrammi, usati dalle banche, i quali sono molto più difficili da risolvere
    anche se molto piú semplici nella loro struttura perché ammettono un numero
    infinito di valori dell’unità, il cui valore è cambiato continuamente dai
    computers, dando quindi una garanzia assoluta di segretezza. Le applicazioni
    industrial

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