Forum Eurasiatico dell’Energia

Forum Eurasiatico dell’Energia

17 ott, 2012

Energia: Forum Eurasiatico, colosso energetico russo accelera su innovazione e programma ambientale.

Nel 2015 forniture di gas verso l’Europa dal 35 al 45 per cento.

Fonti rinnovabili dall’1 al 4,5 %

Fonte: InterCOM

Verona, 15 ottobre 2012. La Russia, prima potenza mondiale dell’energia, accelera sulle innovazioni e sul programma ambientale. Con un quarto del totale mondiale dei giacimenti di gas naturale (47.500 miliardi di metri cubi stimati dall’EIA, Energy Information Administration) e un’estrazione giornaliera di 10,2 milioni di barili di petrolio al giorno, dietro soltanto all’Arabia Saudita, la Federazione Russa nel 2013 dovrebbe trarre il 44% delle proprie entrate da queste due fonti naturali, puntando nel contempo su energie rinnovabili e alternative. E’ questo uno dei focus del Forum Eurasiatico (Verona, palazzo della Gran Guardia 18 e 19 ottobre), la due giorni di vertice economico su innovazione e internazionalizzazione organizzati dall’Associazione Conoscere Eurasia, Intesa Sanpaolo e Gazprombank.

Gas naturale e petrolio sono alla base di alcuni progetti che vedono al centro, fra gli altri, colossi come Gazprom, Rosneft, GazEnergoStroi. E l’Italia è uno dei partner strategici: Eni è il primo cliente mondiale di Gazprom e l’intesa siglata nei mesi scorsi fra il Gruppo del “Cane a sei zampe” e Rosneft, il più importante produttore petrolifero mondiale, riguarda lo sviluppo congiunto di licenze esplorative nell’offshore del Mar Nero e del Mare di Barents, lo scambio di tecnologie, know how e personale, con un valore degli investimenti di 100 miliardi di dollari. Inoltre, entro il 2015 si concluderà il primo tratto del gasdotto South Stream, che attraverso il Mar Nero collegherà la Russia all’Europa meridionale, portando le forniture di gas russo sul mercato europeo dall’attuale 35% al 40-45 per cento. Anche in questo caso il ruolo di Eni sarà operativo, grazie all’alleanza con Gazprom.

Al Forum Eurasiatico riflettori puntati anche su energie rinnovabili e alternative. “La Russia punterà entro il 2020 a contenere entro la soglia del 40% il consumo energetico interno, promuovendo con decisione le tecnologie di risparmio energetico e le fonti rinnovabili, che il Governo incentiva con l’obiettivo di passare dall’attuale quota dell’1% al 4,5 per cento nei prossimi anni”, dichiara Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia e ideatore del Forum.

Tra i relatori della sessione su risparmio energetico e fonti rinnovabili del Forum Eurasiatico (Verona, 18 e 19 ottobre) Sergey Chernin, presidente GazEnergoStroy; Francesca Ferrazza, direzione strategie e sviluppo Eni; Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia; Wolfgang Skribot, responsabile Energy and infrastructure di Gazprombank; Giuseppe Sammarco, direttore della Fondazione Eni; Carlo Tamburi, direttore della Divisione internazionale di Enel; Alexander Karasevich, direttore generale di Gazprom Promgaz; Piergiuseppe Maranesi, sub commissario Enea.

La bilancia commerciale fra Italia e Russia, che nel 2011 ha toccato i 27 miliardi di euro (+21% sull’anno precedente), vede nell’energia una delle grandi voci di scambio. In base alle elaborazioni dell’Ice, infatti, l’export russo in Italia è guidato dall’estrazione di minerali da cave e miniere (oltre 5,8 miliardi di euro), dal carbone e prodotti petroliferi raffinati (1,7 miliardi di euro), oltre ai metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti per un valore vicino ai 700 milioni di euro.

 

 

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TAGS: forum eurasiatico energia

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