AFASE: no ai dazi protettivi

AFASE: no ai dazi protettivi

10 nov, 2012

invita la Commissione Europea ad astenersi da misure compensative

L’Alleanza per l’energia solare sostenibile (AFASE – Alliance for Affordable Solar Energy) avverte che i dazi  farebbero aumentare tutti i prezzi, e metterebbero perciò in pericolo sia posti di lavoro europei che gli obiettivi dell’UE sul clima

Fonte: AFASE

Bruxelles, Belgo. 8 novembre 2012. L’Alleanza per l’energia solare sostenibile (AFASE – Alliance for Affordable Solar Energy) chiede alla Commissione europea di evitare di imporre dazi compensativi al fine di proteggere il futuro dell’industria europea del solare. La Commissione europea ha pubblicato oggi l’avviso di apertura di un’indagine antisovvenzionamento sui prodotti solari cinesi. Il procedimento antisovvenzione è distinto da un’indagine anti-dumping relativa ai prodotti solari cinesi, che la Commissione Europea ha avviato all’inizio di settembre 2012.

“Gli eventuali dazi farebbero aumentare i prezzi per i prodotti solari, e quindi comprometterebbero gravemente l’industria solare europea, così come la competitività dell’energia solare stessa”, dice , Amministratore delegato di , società tedesca di progettazione e sviluppo affiliata ad AFASE. “Sarebbero le piccole e medie imprese in particolare a subire  gli effetti dei dazi punitivi. Migliaia di posti di lavoro nell’UE sarebbero a rischio, a seguito di un vano tentativo di proteggere pochi produttori che rappresentano solo una piccola parte della catena del valore del solare”.

La domanda di prodotti solari, includendo l’interesse degli investitori privati, è già colpita dal ridimensionamento dei governi europei dei sostegni all’energia solare. Ogni aumento dei prezzi dei prodotti fotovoltaici, per quanto piccolo, ridurrebbe ulteriormente la domanda. Ciò avrebbe un effetto molto significativo sulle aziende lungo tutta la catena di approvvigionamento dell’energia solare – soprattutto nel caso di una imposizione combinata di dazi antidumping e compensativi.

Il libero scambio è la premessa per mantenere i prezzi dei prodotti solari accessibili, permettendo all’energia solare di diventare competitiva con le fonti di energia convenzionali. Con l’imposizione di dazi punitivi, tuttavia, la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili potrebbe essere prolungata e il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione europea potrebbe essere messo a rischio.

Non va dimenticato che l’intero settore solare, in Cina così come in Europa, ha sempre beneficiato di un qualche tipo di sostegno pubblico, dettato dall’obiettivo politico di promuovere le energie rinnovabili. Questo sostegno ha contribuito in modo significativo al fatto che il settore dell’industria solare figura tra i comparti più dinamici ed in rapida crescita.

Chi è AFASE:

L’Alleanza per l’energia solare sostenibile (AFASE – Alliance for Affordable Solar Energy) è una coalizione di oltre 160 aziende del settore fotovoltaico europeo, che rappresentano più di 27.000 posti di lavoro dell’UE, e che utilizza l’advocacy collettiva e la comunicazione per rispondere ai rischi del protezionismo e promuove i benefici del mercato libero per i prodotti dell’energia solare. AFASE ha intrapreso il processo per essere riconosciuta come associazione registrata (eingetragener Verein), secondo il diritto tedesco.

AFASE si occupa di informare i responsabili politici, l’industria e cittadini in merito a:
- Il grado di interconnessione mondiale della filiera del fotovoltaico
- L’impatto occupazionale e i benefici economici del settore del fotovoltaico per l’UE
- L’importanza della riduzione dei costi nel settore dell’energia solare per gli obiettivi climatici ed RE dell’Europa
- Le conseguenze occupazionali negative del protezionismo

 

 

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TAGS: afase Soventix Thorsten Preugschas

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