Le nanotecnologie applicate all’idrogeno

Le nanotecnologie applicate all’idrogeno

16 mar, 2011

15 marzo 2011. Come un combustibile ecologico, l’idrogeno ha numerosi vantaggi, tra cui emissioni pulite.

Lo stoccaggio dell’idrogeno, però, si è dimostrato difficile e pericoloso – fino ad ora.

Il Dipartimento di Energia ha fatto un importante passo avanti che permetterà l’uso delle nanotech per lo stoccaggio ed il trasporto di idrogeno.

L’idrogeno ha possibilità di utilizzo nel settore del trasporto aereo e stradale, in celle a combustibile e altri sistemi di carburante – ma l’idrogeno è pericoloso, altamente infiammabile (basta vedere l’immagine del fuoco che ha distrutto l’Hindenberg, o le esplosioni di idrogeno che hanno danneggiato le centrali nucleari in Giappone).

Lo stoccaggio dell’idrogeno in sicurezza per le esigenze di trasporto significa progettare serbatoi di gas robusti e potenzialmente pesanti, che riducono l’efficienza del intero veicolo. Ma il lavoro degli scienziati del Lawrence Berkeley National Lab hanno creato un materiale interamente nuovo, un composito imballato con che assorbono il gas nella sua struttura per rendere più sicuro ed affidabile l’immagazzinamento.

Il trucco era quello di distribuire le nanoparticelle di magnesio attraverso un polimero chiamato polimetilmetacrilato, creando un materiale nanocomposito.

Il conseguente materiale è buono e di rapido assorbimento delle molecole di gas di idrogeno nella sua struttura, e quindi rilasciando rapidamente a richiesta presso “modeste” temperature, tutto senza l’ossidazione del metallo del materiale (altre procedure analoghe d’immagazzinamento solido dell’idrogeno comportano gravi problemi di riscaldamento e raffreddamento).

I nanocompositi possono essere imballati in un serbatoio di carburante e tenere il gas idrogeno modo stabile, senza occupare troppo volume nel serbatoio – nel senso che se il serbatoio è stato rotto in un incidente, ci sarebbe la possibilità di ridurre un rapido rilascio del gas idrogeno, e le eventuali esplosioni conseguenti. Si potrebbe anche lavorare per le celle a combustibile da tasca in futuri computer o telefoni cellulari.

Share and Enjoy

  • Google Plus
  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon

TAGS: DOE nanoparticelle nanotecnologie

Lascia una risposta

 
Pinterest